Coronavirus

Chi si muove per lavoro non ha diritto a un pasto caldo

Con i bar e i ristoranti chiusi per molti lavoratori non è possibile pranzare al coperto

Ristorante

Avere un lavoro di questi tempi è già una grande fortuna. Detto ciò, occorre ricordare che non tutti possono lavorare in smartworking o in ufficio, dove pranzare non è certo un problema. Il problema riguarda invece chi per svolgere le sue mansioni deve viaggiare o muoversi all'interno delle zone arancioni o rosse, come la Lombardia, dove bar e ristoranti sono chiusi se non per l'asporto. Diverse categorie di lavoratori sono infatti costrette a mangiare per strada, in auto o sul furgone.

C'è chi si arrangia con la vecchia schiscetta e il thermos ma abbiamo visto anche operai di un cantiere che non potendo pranzare nelle abituali trattorie sono di fatto costretti a consumare un panino all'aperto nonostante il freddo pungente di questi giorni d'inverno. Ma c'è anche chi dovendo spostarsi per lavoro per diversi giorni è quasi obbligato a trovare un albergo con ristorante o un B&B con cucina, così da essere tranquillo almeno per la cena. Insomma, prima di mettersi in viaggio, occorre fare provviste e informarsi bene. 

Viene da chiedersi se tenere i locali aperti almeno a pranzo, venendo così incontro alle quotidiane esigenze di molte categorie, artigiani, agenti di commercio, manutentori, operai di cantiere, fosse davvero un elemento in grado di spostare la curva dei contagi. Soprattutto alle luce del fatto che i luoghi di maggiore di diffusione del virus sono altri. 

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