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Giulia 15 anni: "Ho imparato a convivere con il covid, ecco la nuova normalità di noi adolescenti"

Come è continuata la vita di questa adolescente nei due anni di pandemia

La prima volta che Giulia (tra poco 16enne) si è raccontata a QuiComo aveva appena compiuto 14 anni. La pandemia stava entrando nella nostra vita e la stava stravolgendo, molto più di quello che avremmo potuto immaginare. Dopo questi due anni, dopo i lockdown, le zone rosse e le scuole chiuse abbiamo deciso di risentirla per capire, dal punto di vista di un adolescente, come avesse superato, vissuto e metabolizzato tutto questo, in un momento della crescita davvero importante. Dalla terza media alla seconda superiore è passata, lei come tutta la sua generazione, attraverso norme, didattica a distanza, vita sociale ridotta. 

"Quando il covid è entrato nella nostra vita stavo facendo la terza media. Quindi non ho fatto gli esami in presenza. Salutare gli amici, che magari avrebbero scelto altre scuole superiori, non è stato sempre facile. Poi -spiega Giulia- ho cominciato il Liceo delle Scienze Umane a Saronno. Non ho conosciuto tutta la mia classe fino a settembre di quest'anno, del 2021. Praticamente per un anno siamo stati divisi in due gruppi e spesso eravamo in Dad. Quest'anno, finalmente, ho conosciuto tutti i miei compagni." 

Racconta le cose con la giusta serietà Giulia, che è sempre stata molto responsabile, attenta.  

Giulia e Marta, sua sorella maggiore, vivono con i nonni e soprattutto all'inizio, quando il covid sembrava colpire le persone più anziane, erano molto spaventate di poter portare loro questo virus in casa, quindi in barba alla loro giovane età non hanno mai commesso imprudenze. Sia Giulia che la sorella sono vaccinate, per loro scelta.  

Ciò nonostante a gennaio anche Giulia ha contratto il covid, fortunatamente in forma lieve. 

"L'11 gennaio mi sentivo poco bene, ma credevo che fosse la mia allergia, poi il 12 dovevo ricominciare gli allenamenti di pallavolo ma sono corsa negli spogliatoi e ho vomitato. Ho quindi fatto subito un test rapido in farmacia e sono risultata positiva. Il 25 gennaio mi sono negativizzata. In famiglia lo abbiamo preso tutti ma credo che il fatto di essere vaccinati ci abbia fatto avere solo la forma più lieve. L'unico che non lo ha preso è stato mio padre Luca (di Albate). Comunque i primi giorni ho avuto un gran mal di testa e la perdita del gusto: avevo male alle ossa. Fortunatamente le mie compagne di pallavolo sono risultate negative..." 

Giulia racconta quello che le è successo con estrema naturalezza. Come se il covid fosse parte della vita ed è proprio così. Se la prima volta che l'abbiamo interpellata, nel 2020, la sua speranza era tornare alla normalità, ora il covid è la normalità e ce lo spiega lei stessa.

"Da due anni oramai sono cambiate tante cose nella vita di tutti noi. Io penso che non bisogna più sperare che sparisca, rimarrà e dovremo imparare a conviverci subito. La normalità, come la intendevamo noi, non tornerà più: questa è la nostra nuova normalità". 

Una normalità fatta di Dad, se serve, di compagni di scuola incontrati dal vivo dopo un anno, di vaccini, tamponi, burocrazie e attese. Si parla sempre dei ragazzi problematici, delle baby gang, di chi compie atti vandalici, spaccia, ruba. Ma ci sono anche i giovani come Giulia che hanno dimostrato un grande senso di responsabilità e spirito di adattamento. Che affrontano la vita e questa pandemia, che gli è cascata addosso nel periodo più delicato della loro vita, con un atteggiamento costruttivo, responsabile. 

Giulia spera che la Dad resti solo un ricordo, preferisce di gran lunga la scuola in presenza ma (anche se adesso con le nuove regole la situazione dovrebbe migliorare) sa che c'è sempre l'eventualità che qualcosa vada storto.  

"Mi pesava la Dad, a casa c'erano troppe distrazioni e rimanere concentrati davanti a uno schermo è molto più faticoso che seguire una lezione in classe. Senza contare l'aspetto sociale. Io, come tanti ragazzi della mia età ho comunque paura che si possa, un giorno, ripetere lo scenario che abbiamo vissuto nel primo periodo". 

La nuova normalità, come l’ha definita lei stessa non ha vinto sui sogni, sulla voglia di crescere, studiare, fare sport e vivere la sua vita da adolescente. Il suo sorriso è la prova che Giulia ha vinto. 

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