Il dolore per la chiusura dei teatri, Sorrentino del Sociale: "Ci rivediamo presto"

Ma ci sono rabbia e amarezza per una chiusura che fa discutere e piangere

Teatro Sociale

Fino all'ultimo la speranza era rimasta accesa. Poi la mazzata e le lacrime. E anche la rabbia che ancora circola per un decisone che a molti resta ancora inspiegabile. E anche il niet di Franceschini, ministro della Cultura, che non ha concesso appelli ai teatri, fa molto discutere anche per gli enormi sforzi fatti per adeguarsi alle normative ancircovid. Intanto arrivano le parole commosse di Fedora Sorrentino, prsidente del Teatro Sociale di Como.

“È il giorno dopo, quando cominci a capire quello che è successo che ne prendi davvero coscienza. Restano nell’aria le note del Werther, gli occhi lucidi di tutti in un pomeriggio che doveva essere la giornata mondiale dell’Opera e che è diventata, nostro malgrado, l’epilogo che abbiamo tentato di scongiurare in ogni modo. Noi siamo più grandi, di età, di esperienza, e dobbiam avere le spalle larghe e il pensiero lucido per immaginare il futuro, ma non sappiamo come spiegarlo ai giovani, a chi sta investendo tutta la propria vita in un mestiere già difficile e rischioso di per sé, dove a volte non basta neanche il talento per vincere le sfide importanti".

Fedora Sorrentino Presidente AsLiCo ph AndreaButti (1)
"Non sappiamo come dirglielo - aggiunge Sorrentino che stavolta è diverso, che ci abbiamo creduto, che siamo ripartiti e poi… e poi forse ci eravamo sbagliati! Perché ogni tanto il dubbio viene anche a noi, forse abbiamo forzato la mano, forse non dovevamo ripartire, ma poi, lucidamente, senza presunzione e con i dati alla mano, non ce la sentiamo di dire che potevamo fare diversamente, perché abbiamo fatto tutto quello che si doveva, per mettere in sicurezza il pubblico e gli artisti stessi, lo abbiamo fatto perché era giusto e perché il Teatro è senso civico, coscienza, responsabilità a partire dalla vita e non dal palcoscenico, perché il Teatro doveva essere veicolo di un nuovo modo di fare, poteva essere lo strumento per andare in fondo alle responsabilità di cittadini che questo momento ci impone.
Il grazie più profondo va allo staff del Teatro Sociale, collaboratori e tecnici che quotidianamente hanno affrontato questa battaglia, imparando a cambiare modalità e metodi nella gestione di ogni piccola cosa, agli artisti ospiti e al nostro pubblico che è il senso di ogni sipario che si apre.
Non ci resta che seguire le indicazioni che ci vengono date, non possiamo fare altro, certi di aver messo in campo fino ad oggi le forze migliori possibili per restituire al mondo un po’ di quella bellezza che oggi sembra un miraggio.
Ci rivediamo presto, noi restiamo qui, pronti ad accogliervi non appena possibile.”

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