Deserto Malpensa: le surreali immagini di un viaggio da Como ad Addis Abeba

I negozi tutti chiusi all'interno dell'aeroporto

Viaggia per lavoro. Da Como all'Etiopia. La nostra lettrice ci invia le immagini surreali di quello che significa viaggiare ai tempi del covid. «Malpensa è un deserto, specialmente nell'area B degli imbarchi, che normalmente è destinata ai viaggi extraeuropei. Il volo decolla alle 20.35, ed è diretto ad Addis Abeba, in Etiopia. Un viaggio di lavoro che questa nostra lettrice fa spesso, a causa di alcune attività lavorative che svolge nel continente africano, tra l'Etiopia, il Kenya e la Tanzania. 

«Già sulla strada per arrivare in aeroporto, da Como, sembrava tutto surreale. Pochissimo traffico. Ho impiegato la metà del tempo, ma è stato in aeroporto, al Teminal 1 di Malpensa che sono rimasta senza parole: il deserto!». Negozi, edicole, ristoranti: tutto chiuso. Ad eccezione di un bar prima degli imbarchi e di un'edicola, fino alle 18. Prima della zona imbarchi l'autodichiarazione, direttamente ad alcuni agenti presenti. I percorsi sono segnati e obbligatori, ma tanto non c'è nessuno, ci racconta. 

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I distrubutori di acqua e snack sono però disponibili, ed è li intorno che si incontrano le pochissime persone in partenza.

Anche sul volo, una tratta normalmente molto frequentata, la situazione è sempre surreale: è un boing 777, che contiene oltre 300 perosne  ma che, di fatto, nel volo preso dalla nostra lettrice saranno circa una 30ina, almeno nella tratta fino a Roma. 

aereo-4

Sbarcata ad Addis Abeba, tramite messaggi ci racconta che nell'aeroporto africano sono molto attenti all'igienizzazione e al fatto che tutti indossino le dovute protezioni individuali. Ma l'aeroporto è vivo. I negozi e i bar sono aperti. «Ho visto persone da ogni nazionalità e per un attimo mi è sembrato tutto quasi normale.»

Al ritorno la nostra lettrice dovrà fare 14 giorni di isolamenteo volontario. 

«È stato triste vedere Malpensa così deserta, surreale, quasi spaventoso. Spero che presto si possa tornare a viaggiare non solo per lavoro, come me, ma anche per conoscere il mondo. Questo meraviglioso pianeta. Che l'uomo forse non merita.»

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