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Covid, vaccini per fragili e disabili in Lombardia: non sempre si riesce a prenotare, ecco perchè

È un problema di codici

Vaccini persone fragili

Dal 9 aprile la Lombardia ha aperto le prenotazioni, anche via web con Poste, per la vaccinazione di disabili, persone fragili e caregiver. Una data molto attesa ma purtroppo le cose non sono andate sempre come dovevano e molte persone non sono riuscite a prenotarsi. La prova di questo ennesimo problema che riguarda le vaccinazioni in Lombardia sono le migliaia di messaggi lasciati sulla pagina Facebook della Regione sotto il post che annunciava l'apertura alle prenotazioni via web a questa categoria. 

Il problema più generale sembra essere quello riportato con scrupolosità su Milano Today qualche giorno fa: non c'è modo di sapere con certezza chi Regione Lombardia considera particolarmente vulnerabile: mentre alcune Regioni come Toscana, Lazio e Calabria hanno diffuso l'elenco dei codici di esenzione (e quindi è sufficiente confrontare l'elenco con i propri codici), la Lombardia ha preferito comunicare solo la generica tabella ministeriale delle patologie, in base alla quale ogni Regione sceglie i codici di esenzione che rendono il soggetto particolarmente vulnerabile ai fini del vaccino anti Covid. 

La Regione dice ai cittadini di rivolgersi al proprio medico di base per sapere se si hanno i requisiti ai fini del vaccino anti Covid. Ma, come segnalato in molti commenti, nemmeno i medici hanno l'elenco dei codici di esenzione precisi e, purtroppo, la lettura della tabella non rende sempre chiaro se si ha diritto al vaccino in quanto particolarmente vulnerabili oppure no.

Per essere disabili gravi ai fini del vaccino anti Covid, invece, occorre essere «in possesso di un verbale di accertamento dello stato di handicap dal quale risulti il riconoscimento della gravità ai sensi dell'art. 3 comma 3 della legge 104», come si legge sul sito della Regione. Dunque è più semplice saperlo. Tuttavia, diverse persone segnalano di non aver potuto prenotare il vaccino con il portale di Poste né al telefono. Alcuni hanno immaginato che non siano stati caricati i codici fiscali e tessere sanitarie di tutti i disabili (e vulnerabili) in possesso dei requisiti per il vaccino, con il risultato che coloro che sono anche ultra 70enni hanno comunque potuto prenotarsi facilmente, tutti; gli altri, dipende.

commento disabile non prenotato-2

Caregiver di disabili

Disguidi anche per i caregiver e/o familiari conviventi dei disabili gravi. La Regione scrive che «potranno prenotare la vaccinazione contestualmente alla prenotazione del soggetto disabile, attraverso la piattaforma dedicata. Sarà possibile indicare fino a 3 caregivers e/o familiari conviventi, che dovranno presentarsi al centro vaccinale muniti di apposita autocertificazione». Ma già venerdì 9 aprile c'erano molte segnalazioni di persone che non erano riuscite a prenotarsi. Il disabile grave (certo di esserlo, dato che è in possesso del verbale di accertamento di cui sopra) ha potuto prenotarsi, ma mancavano i campi per i caregiver. 

Regione Lombardia ha riferito che «nel caso non fosse possibile prenotare, bisogna rivolgersi direttamente al medico di medicina generale che segnalerà il vostro nominativo per la prenotazione una volta verificato il possesso dei requisiti». Tuttavia diversi cittadini hanno replicato che i medici di famiglia si sono dichiarati all'oscuro di questa procedura.

Caregiver di già vaccinati o non vaccinabili

Qualche dubbio è stato infine avanziato da parte dei caregiver di persone disabili (con Legge 104) già vaccinate (ad esempio perché ultra 80enni) oppure non vaccinabili (i minori). Ma, in questo caso, la risposta è semplice: potranno prenotare il vaccino soltanto a partire dal 16 aprile. Dunque per loro è normale che, attualmente, il sistema non riconosca il codice fiscale e la tessera sanitaria.

Una questione organizzativa, non politica

Il cambio del portale di prenotazione, da Aria a Poste, ha risolto diversi problemi: primo tra tutti, ha eliminato un passaggio: ora si prenota direttamente l'appuntamento, senza dover attendere la convocazione che, in alcuni casi, ancora manca (diversi insegnanti, pur essendosi prenotati fin dall'inizio, non hanno ancora ricevuto l'sms e non sanno cosa fare, perché l'indicazione di presentarsi spontaneamente in un centro vaccinale riguardava solo gli ultra 80enni). Sembra inoltre che Poste funzioni meglio dal punto di vista della geolocalizzazione, anche se sono stati segnalati appuntamenti molto lontano, nonostante vi siano centri vaccinali ben più vicini ai luoghi di residenza.

Ma il sistema informatico non è tutto. Regione Lombardia aveva dichiarato di avere ricevuto dall'Inps la lista dei disabili gravi e di essere in possesso di quella dei vulnerabili: non v'è da dubitarne, visto che è in grado di fornire il numero esatto di questi cittadini. Ma allora perché alcuni, in possesso del verbale di disabilità dell'Inps, non riescono a prenotarsi? Evidentemente perché i loro codici fiscali e tessere sanitarie non sono stati "caricati". Sorge quindi un dubbio ulteriore: se un cittadino è contemporaneamente over 70 e disabile grave, viene riconosciuto dal sistema in quanto over 70 o in quanto disabile grave? Non è una domanda da nulla: agli over 70 in buona salute viene somministrato Astrazeneca, ai disabili gravi Pfizer o Moderna. Ma alcuni centri vaccinali dispongono di un solo vaccino nell'arco di una specifica giornata: quel disabile, se il sistema lo ha identificato solo come over 70, potrebbe dover "saltare" l'appuntamento? Non lo sappiamo.

Ancora: se la Regione dichiara che, insieme al disabile grave, devono registrarsi anche gli eventuali caregiver e/o familiari conviventi, perché alcuni segnalano che mancano i campi per inserire questi dati, sia attraverso il sito web sia attraverso il call center? Se l'appuntamento è stato comunque preso (per sicurezza, per vaccinare il più presto possibile il cittadino disabile), al centro vaccinale vaccineranno comunque anche i caregiver e i familiari (fino a tre, dice la Regione) che lo accompagneranno oppure no?

Come si vede, non v'è nulla di politico in questo, ma è tutta una questione di organizzazione. L'assessora al Welfare (e vice presidente della giunta) Letizia Moratti è a Palazzo Lombardia da pochi mesi, ma ha già dimostrato il piglio decisionista che i cittadini si aspettavano. In tantissimi l'hanno apprezzata quando, un sabato sera, ha twittato contro Aria per il disastro a Cremona, Monza e Como, con centri vaccinali deserti perché non erano arrivati gli sms di convocazione. La Moratti ha anche cambiato il direttore generale Welfare, ha "costretto" gli alleati leghisti ad azzerare il cda di Aria, ha cambiato il sistema informatico con quello di Poste Italiane. Ora, forse, occorre un ulteriore cambio di passo.


 

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