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Lucia Azzolina, ministro dell'istruzione

Lucia Azzolina, ministro dell'istruzione

"Fino a settembre non si torna a scuola": la ministra è sempre più sicura

Cade anche l'ipotesi di aprire ovunque tranne che in Lombardia

La ministra dell'istruzione Lucia Azzolina non lascia molto spazio alla speranza di chi credeva ancora che le scuole potessero riaprire il 3 maggio. Nella serata di ieri, 16 aprile, è stata invece piuttosto categorica "le speranze che le lezioni possano riprendere in aula per quest'anno è pressoché nulla". Il discorso è molto lineare: l'attuale situazione sanitaria, la curva dei contagi che non è scesa alla velocità che si sperava, non danno spazio alla possibilità di far muovere ogni giorno più di 8 milioni di studenti. Insomma, ci vorrebbe un miracolo.

Cosa succederà quindi?

  • In particolare, in un'intervista al Corriere della Sera, la ministra ha specificato che differenziare l'apertura in base alle regioni, e quindi riaprire le scuole in quelle meno colpite, non è una possibilità presa in considerazione dal Governo.
  • Controtendenza rispetto alla Danimarca - nelle ultime ore da molti guardata come modello -, l’Italia decide di non riaprire neanche le materne. Se infatti nel paese del nord si è data priorità al fatto che i bimbi piccoli sarebbero i meno esposti al virus, Azzolina frena, considerando che proprio la fascia prescolare è quella a cui è più difficile imporre le misure di sicurezza.
  • Già qualche giorno fa poi la ministra si era espressa riguardo alle promozioni e alla maturità. Fino alla quarta superiore tutti promossi sì, ma con le eventuali insufficienze riportate in pagella.
  • Si allontana sempre più la possibilità del colloquio di maturità in aula, che sembra molti studenti preferirebbero alla formula via schermo.
  • Da diverse settimane poi la ministra sta insistendo sul fatto che con assoluta certezza non ci sarà scuola durante l'estate, perché le lezioni di fatto non si sono mai fermate e protrarre la scuola tra luglio e agosto vorrebbe dire non riconoscere il lavoro fatto da docenti e alunni durante i mesi di lock down.
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