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Domenica delle Palme con 20 gradi: ecco Como deserta

Un piccolo tour per i luoghi del centro dove tutti gli anni si affollavano i turisti

Un triste ma inevitabile spettacolo. Ma anche surreale e affascinante (per chi ne ha potuto godere). Como nella giornata del 5 aprile - Domenica delle Palme - era un luogo caldo, assolato, ma allo stesso tempo spettrale. Le poche persone che si incrociavano per strada si guardavano quasi con diffidenza, con sospetto. Il prato del Tempio Voltiano, il lungolago di viale Geno, piazza Cavour, piazza Duomo, la passeggiata Amici Zambrotta, i giardini a lago: sono tutti luoghi che senza pandemia in una giornata come questa sarebbero stati presi letteralmente d'assalto dai comaschi e dai turisti. In una domenica primaverile come quella di oggi un tempo ci sarebbero state le code davanti all'imbarcadero e alla funicolare. Le gelaterie avrebbero fatto affari d'oro e i camerieri dei bar sarebbero arrivati stanchissimi a fine giornata. Invece, ecco una Como fantasma, bellissima e triste allo stesso tempo, baciata dalla primavera ma affossata da un'invisibile virus che non vuole arrendersi nemmeno ai primi tepori della nuova stagione. Le centraline meteo dislocate in città, infatti, hanno fatto registrare in più zone temperature al di sopra dei 20 gradi.

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