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Gaddi per ora salvo dalla sfiducia: "Ignoranti invidiosi delle mie mostre"

"Strumentalizzazione politica in vista della mia campagna elettorale". L'assessore alla Cultura Sergio Gaddi ha commentato così, e non solo, la mozione di sfiducia che ieri è stata discussa in consiglio. La mozione che è stata presentata dal...

"Strumentalizzazione politica in vista della mia campagna elettorale". L'assessore alla Cultura Sergio Gaddi ha commentato così, e non solo, la mozione di sfiducia che ieri è stata discussa in consiglio. La mozione che è stata presentata dal consigliere Massimo Serrentino (Forza Como) accusa Gaddi di avere dichiarato il falso quando disse il 12 dicembre in commissione che il deficit di circa 80mila euro derivante dall'ultima mostra di Villa Olmo è a carico di Csu (società partecipata del Comune di Como che ha organizzato operativamente la mostra).

Il capogruppo del Pdl, Claudio Corengia, ha invitato Serrentino a sospendere la mozione fin dopo le elezioni primarie del Pdl del 4 marzo "così da non influenzare questo importante momento storico per il nostro partito", ma la sua richiesta non è stata esaudito. Molti consiglieri comunali, soprattutto di opposizione, sono, dunque, intervenuti per sostenere la mozione di Serrentino e per criticare l'operato di Gaddi. Alla fine, poco prima del voto a scrutinio segreto, Gaddi ha preso la parola e con un discorso che sembrava già meditato si è difeso da tutte le accuse, arrivando a scagliarsi contro i consiglieri comunali, anche di maggioranza, che secondo l'assessore esprimono "un odio che non mi spiego, profondo, viscerale e stupefacente nei confronti del progetto delle mostre. E' un odio che non diminuisce neanche davanti all'ovvietà. Tutti i discorsi finanziari sono colossali invenzioni. I cittadini forse non sanno, per colpa di qualche consigliere comunale, che le risorse impegnate per questi eventi culturali variano di volta in volta tra il 5 e il 10 per cento del costo totale di ciascuno evento". Gaddi ha parlato di "scorrettezza" da parte di chi confronta le problematiche e le esigenze economiche di aspetti legati alla manutenzione delle strade con la cultura. "Tutto ciò si palesa davanti a quello che è un progetto di eccellenza del quale rivendico merito, titolo, onore e successo, perché le mostre di Como sono un'eccellenza che l'Italia ci invidia".

Gaddi ha parlato di "meschine frustrazioni" a cui alcuni consiglieri darebbero sfogo in periodo elettorale. E' ovvio il riferimento allo stesso Serrentino che ha presentato la mozione. "La sfiducia di alcuni consiglieri - ha concluso Gaddi - sarà la più bella delle medaglie al valore da mettermi sulla divisa di combattente della politica comasca e sarà il più bel ricordo di 18 anni di politica comasca e felice di questo risultato dirò: grazie agli ignoranti".

Dopo il discorso dell'assessore che ha suscitato accese reazioni per il fatto di avere omesso nomi e cognomi dei consiglieri ai quali si riferiva, si è proceduto con il voto a scrutinio segreto. I votanti sono stati 18: 14 a favore, 1 contrario, 2 schede bianche e una scheda nulla. La votazione, quindi, non è valida. Benché lo stesso Gaddi avesse nel suo discorso detto che "è ovvio l'esito della votazione perché anche i sassi sanno che questo consiglio non vede l'ora di sfiduciarmi", per il momento può dirsi salvo dalla sfiducia. Ma solo per il momento, perché a causa della mancanza del numero legale (21 consiglieri presenti è il numero minimo affinché il voto e la seduta siano validi) la discussione è stata rinviata in seconda convocazione a lunedì prossimo 5 marzo (il giorno dopo le elezioni primarie del Pdl) e per quel giorno il numero legale sarà di soli 14 consiglieri.

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