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La maggioranza non regge: slitta il voto sull'Irpef

Doveva essere la seduta nella quale venivano approvate le aliquote dell'addizionale Irpef ma la maggioranza del sindaco Mario Lucini ieri sera non è stata in grado di garantire il numero legale per votare la delibera. Dunque, voto rinviato...

Doveva essere la seduta nella quale venivano approvate le aliquote dell'addizionale Irpef ma la maggioranza del sindaco Mario Lucini ieri sera non è stata in grado di garantire il numero legale per votare la delibera. Dunque, voto rinviato. Nonostante proprio dai banchi del PD sia venuta la richiesta di procedere ad oltranza (cioè oltre la mezzanotte e fino a votazione avvenuta) molti consiglieri di maggioranza hanno abbandonato l'aula durante la discussione. Effettivamente il dibattito si preannunciava lungo e faticoso, vista la presentazione di 44 emendamenti della minoranza, dei quali 40 a firma del solo consigliere leghista Diego Peverelli. Poco prima delle 2 il voto di un subemendamento ha palesato l'assenza di molti consiglieri del centrosinistra: l'opposizione non ha partecipato al voto proprio per dimostrare che la maggioranza non aveva il numero legale per garantire l'approvazione della delibera Irpef (che prevede l'aliquota dello 0,8 per cento per tutti i redditi sopra i 15mila euro).

Come prevede il regolamento il presidente del consiglio Stefano Legnani ha sospeso la seduta per un quarto d'ora per poi rifare l'appello. A quel punto in aula nella maggioranza c'erano solo Luigino Nessi (Paco-Sel), Marco Tettamanti (Como Civica), lo stesso Legnani, Andrea Luppi (PD) e il sindaco Lucini; invece i consiglieri di opposizione hanno risposto tutti (eccetto Ada Mantovani di Adesso Como e Francesco Scopelliti di NCD) all'appello, forse nella speranza che la seduta continuasse e che fossero proprio loro ad avere i numeri per approvare i vari emendamenti con i quali impedire quello che considerano un vero e proprio aumento di tasse ("tassa Lucini" l'ha definita Sergio Gaddi di Forza Italia).

Insomma, il rischio era che fosse la maggioranza a fare da stampella alla minoranza. Ma per evitare il rischio che fosse proprio l'opposizione per così dire a dirigere il gioco la maggioranza ha preferito abbandonare l'aula.

Al termine della seduta i consiglieri di opposizione hanno convocato nell'aula consigliare una breve conferenza stampa nella quale a turno hanno espresso le proprie valutazioni su quella che considerano una sconfitta del centrosinistra di Palazzo Cernezzi. Sotto accusa "l'arroganza del sindaco e della maggioranza" colpevoli secondo l'opposizione di avere fatto una prova di forza nel chiedere l'oltranza. Poi si sono spostati simbolicamente ai posti vuoti degli assessori. "Questo - ha commentato Peverelli - è solo l'antipasto di quello che la maggioranza si deve aspettare nella discussione al bilancio".

Il sindaco Lucini certamente dovrà ora cercare di ricompattare i gruppi che lo sostengono, non senza comprendere a fondo le ragioni per le quali nella discussione sull'Irpef non ha avuto un sostegno sufficiente da parte dei suoi consiglieri che hanno abbandonato l'aula. la politica comasca nelle prossime ore sarà certamente impegnata a interpretare quanto accaduto.

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