Lunedì, 14 Giugno 2021

Cantù, in consiglio scontro tra i fratelli Masocco

Giorgio Masocco è stato espulso dalla Lega Nord e passa al gruppo misto insieme ad Attilio Marcantonio (FdI).  Ad annunciarlo  in consiglio comunale, Nicola Molteni, bersaglio del consigliere Masocco durante l’ultima seduta. Ma il bersaglio di...

Giorgio Masocco è stato espulso dalla Lega Nord e passa al gruppo misto insieme ad Attilio Marcantonio (FdI). Ad annunciarlo in consiglio comunale, Nicola Molteni, bersaglio del consigliere Masocco durante l’ultima seduta. Ma il bersaglio di Nicola Molteni e in generale di tutto il gruppo della Lega Nord, è stato il presidente del consiglio Attilio Marcantonio. Il gruppo, infatti, ne ha chiesto le dimissioni. Ritorna in consiglio anche il PDL, sparito dopo che i due consiglieri eletti, Attilio Marcantonio e Andrea Lapenna, hanno deciso di passare a FdI. Al posto del dimissionario Lapenna, è subentrato ufficialmente Wolfango Masocco, fratello del consigliere (ormai ex leghista), Giorgio. Ma sembra proprio che i due, oltre alla parentela, non abbiano nulla da spartire, tanto che Giorgio Masocco ha votato contro la surroga del fratello Wolfango, dichiarando: “Fa piacere l’ipocrisia dei surrogati. Ipocrisia regnante di tutti questi figli di B. “, intendendo con B. “Berlusconi”.

Altrettanto piccata la risposta del fratello in quota PDL: “Meglio non parlare di cose più grandi di sé. Io sono onorato di far parte del PDL”. Ad aprire la seduta, ci pensa il consigliere della Lega Nord Alessandro Brianza, leggendo durante le dichiarazioni preliminari, un messaggio piuttosto ironico a Giorgio Masocco: “Gli auguriamo un buon lavoro nella maggioranza”. Ma Brianza viene quasi subito interrotto da Masocco stesso, nel momento in cui il consigliere leghista fa dei riferimenti agli immigrati e alla cittadinanza agli stranieri. Masocco, infatti, sbotta: “Non mettermi in bocca parole che non ho mai detto”. Dopo l’intervento di Brianza, Masocco prende la parola, dichiarando di voler entrare nel gruppo misto insieme a Marcantonio e definisce Brianza “Un parvenu della politica”. Ma lo scontro più acceso è fra Nicola Molteni e il presidente Marcantonio. Molteni, dopo aver preso la parola, annuncia l’espulsione di Masocco e poi dichiara: “Le sue affermazioni saranno oggetto di valutazione da parte di un magistrato”. Si rivolge, poi, direttamente a Marcantonio: “Lei deve garantire l’imparzialità e la dignità dei consiglieri. Non sta garantendo la funzionalità di questo consiglio. Lei è totalmente inidoneo, credo che non sia adeguato. Credo che lei si debba dimettere. Per l’ennesima volta non è riuscito a tenere questo consiglio”.

Naturalmente, Molteni accusa Marcantonio in merito al precedente consiglio, in cui il deputato del carroccio ha subito l’invettiva di Masocco nonostante fosse assente. Secondo i consiglieri leghisti, infatti, la seduta doveva essere sospesa. Marcantonio, dichiara: “Ho sospeso a luglio un consiglio. La volta passata ho ritenuto di continuare. Fin’ora penso che io sia stato molto corretto. Io la mia coscienza ce l’ho a posto. Posso sbagliare come tutti, ma non è un problema personale”. I consiglieri leghisti, Arosio in testa, contestano a Marcantonio il verbale della seduta precedente in cui, a parere del gruppo di minoranza, il presidente avrebbe espresso aperta simpatia nei confronti delle parole di Masocco, condividendone, in sostanza, il significato politico. Marcantonio, da parte sua, replica: “Probabilmente le mie parole sono state male interpretate. Dalla trascrizione non si può evincere il tono. Io non ho fatto commenti all’intervento di Masocco”. Molteni, apostrofa fuori microfono il presidente: “Ma lei ci fa o c’è?”. Il presidente risponde: “Né ci sono né ci faccio”. Anche il sindaco Claudio Bizzozero e il consigliere Arnaboldi (LIC), intervengono a favore di Marcantonio. Per tutta risposta, Molteni replica: “E’ una difesa d’ufficio”. La discussione sul verbale si protrae per molto tempo, tanto che alcuni consiglieri di maggioranza minacciano di andarsene. Infine, sia il consigliere Francesco Nava che il consigliere Arnaboldi, fanno notare come sia paradossale discutere del verbale con chi non era presente a quella seduta. La votazione del tanto contestato verbale ha dato questo esito: 16 votanti, 13 si, 3 astenuti.

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