La mobilità in-sostenibile di Como vista con gli occhi del rider Alessandro

"Nessun rispetto per le piste ciclabili"

Dura la vita del rider, soprattutto a Como. Ne sa qualcosa chi delle consegne a domicilio con la bicicletta ne ha fatto un lavoro, anzi, un'impresa aziendale. Alessandro Sacconi, 42 anni, milanese di origine ma residente nel quartiere di Rebbio a Como, ha deciso di fare il rider in proprio senza rendere conto a nessuno se non ai propri clienti. Insomma, lui ha deciso di non lavorare per una grande compagnia di consegne a domicilio, come per esempio Deliveroo e le tante altre aziende simili spuntate dal nulla negli ultimi anni. Lui, il coraggioso Alessandro, ha deciso di fare tutto da solo e ha aperto la sua piccola e personalissima compagnia di consegne su bici, la O2ruotebiciexrpess.it.

Alessandro Sacconi-2

Alessandro lavora molto in centro città e conosce bene le problematiche legate alla mobilità sulle due ruote a pedali. E' proprio lui a parlarci di come e quanto Como sia indietro anni luce rispetto a tante altre città italiane. A Como, come è noto, non solo mancano le piste ciclabili, ma quelle poche che ci sono sono maltrattate, sia dai cittadini che dalla stessa amministrazione comunale. Ecco un paio di esempi. "In viale geno c'è una piccola e breve pista ciclabile - racconta Alessandro - una delle poche presenti in città. Dovrebbe essere, di conseguenza, una delle poche percorribili dalle biciclette ma non è così, non lo è praticamente mai. Basta vedere in una mattina qualunque quanti veicoli sostano proprio sulla pista ciclabile, sia auto che furgoni delle consegne".
Insomma, quella che dovrebbe essere una corsia dedicata a chi si sposta in bici e che magari sulla bici e con la bici ci lavora, è invece utilizzata per la sosta di chi le consegne le fa con il furgone. Paradossi di una Como che fa fatica non solo a guardare al futuro, ma addirittura al presente.

Ma passiamo un altro esempio di pista ciclabile "maltrattata", quella di via Gallio (quella che per intenderci passa davanti alle Poste Centrali. "Qui capita raramente di trovare auto o altri veicoli in sosta - spiega Alessandro - ma il problema è un altro: possiamo permettere davvero che esista una pista ciclabile la cui pavimentazione è ridotta in questo stato?". Come dare torto al rider di Rebbio? In questo caso, però, la colpa non può che essere di chi dovrebbe occuparsi della manutenzione degli asfalti, delle strade e delle già abbastanza bistrattate piste ciclabili, ovvero del Comune di Como.

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