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A Cantù la storia della Politkovskaja raccontata da Ottavia Piccolo

Cantù. “Donna non rieducabile”. Questo il titolo dello spettacolo che è stato rappresentato ieri sera al teatro San Teodoro di Cantù, interpretto da Ottavia Piccolo. La storia racconta la vicenda umana e professionale della giornalista russa Anna...

Cantù. “Donna non rieducabile”. Questo il titolo dello spettacolo che è stato rappresentato ieri sera al teatro San Teodoro di Cantù, interpretto da Ottavia Piccolo. La storia racconta la vicenda umana e professionale della giornalista russa Anna Politkovskaja, diventata famosa in tutto il mondo per il suo impegno sul fronte dei diritti civili, i suoi reportage dalla Cecenia e la sua misteriosa fine. Ottavia Piccolo non interpreta la giornalista russa, bensì rielabora tutta la sua vita attraverso i testi di Stefano Massini. Sul palco è accompagnata solamente da un’arpa, suonata da Floraleda Sacchi. Non si tratta di un semplice accompagnamento musicale, ma di una vera e propria seconda voce. La scenografia è spoglia, essenziale: soltanto un tavolo di legno, un bicchiere d’acqua, una sedia. Attraverso la vita della Politkovskaja viene ripercorsa anche tutta la vicenda della guerra russo-cecena. Dal massacro di Beslan in cui persero la vita 186 bambini, fino alla crisi del teatro Dubrovka di Mosca, in cui 40 militari ceceni presero in ostaggio 850 civili.

La Politkovskaja, in quel caso, intervenne personalmente cercando una trattativa con i militari ceceni e riuscendo a far portare i viveri in teatro. La crisi si risolse dopo due giorni, quando i russi iniettarono un agente chimico misterioso attraverso le condutture d’aria del teatro, causando la morte di 36 militari e 129 ostaggi. Lo spettacolo si conclude con la misteriosa fine della giornalista: la Politkovskaja muore il 7 agosto del 2006 uccisa da colpi di arma da fuoco all’interno del suo palazzo, mentre portava a casa le buste della spesa. Ancora oggi, rimane ignoto il mandante dell’omicidio (qualcuno ha pensato anche all’ex presidente Putin). Il titolo dello spettacolo “donna non rieducabile” si riferisce ad una circolare del Ministero russo, in cui si menziona la Politkovskaja con “non rieducabile” per la politica estera adottata dalla Russia.

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