Ristorazione al Sant'Anna sospesa: 9 persone senza più lavoro per colpa delle "carte bollate"

Dopo poche ore dall’inaugurazione, avvenuta il 7 settembre, l’attività di ristorazione dell’Ospedale Sant’Anna di Como è stata sospesa e il ristorante e il bar sono stati costretti a chiudere i battenti. Ad oggi (16 ottobre) per i lavoratori non...

Dopo poche ore dall’inaugurazione, avvenuta il 7 settembre, l’attività di ristorazione dell’Ospedale Sant’Anna di Como è stata sospesa e il ristorante e il bar sono stati costretti a chiudere i battenti. Ad oggi (16 ottobre) per i lavoratori non vi sono ancora notizie certe su quanto accadrà in futuro e il servizio di ristorazione è ancora sospeso. Le motivazioni sono, come riferisce Ivan Garganigo, segretario provinciale della CGIL di Como, da addurre esclusivamente alla burocrazia. Infatti, i mancati permessi tecnici dei vigili del fuoco e dell’Asl di Como non consentono alla ditta Alpi San Marco, che da due anni gestisce la ristorazione al nuovo ospedale di San Fermo della Battaglia, di svolgere la propria attività nei locali all’interno del Sant’Anna. L’odissea dei nove lavoratori coinvolti in questa vicenda è iniziata proprio dopo il giorno stesso dell’inaugurazione ufficiale del ristorante: infatti alle diciotto del 7 settembre, dopo aver sistemato, pulito e preparato il salone è stato comunicato loro che l’attività non sarebbe stata più avviata. cgil-negozi-ospedale-ott15-2Per diverse settimane hanno sperato e sono stati rinfrancati dalla promessa di un’imminente soluzione, ma dopo ormai più di un mese, i dipendenti della ditta veneta Alpi San Marco si dicono stanchi e poco fiduciosi. Costretti in una situazione di grande incertezza e di precarietà, che non permette loro di fare alcuna scelta. Essendo stati tutti assunti a tempo indeterminato ora, con l’intervento della Cgil hanno ottenuto una cassa integrazione a zero ore (che coprirà quasi integralmente il salario previsto), ma auspicano tutti di poter rientrare al lavoro il prima possibile.

Come ci racconta Massimo Carlisi, dipendente assunto due anni fa dalla Alpi San Marco, nelle settimane tra settembre e agosto tutti i dipendenti si sono impegnati per risistemare il ristorante e per migliorarne la gestione degli spazi, purtroppo però tutto quello che hanno fatto fino ad ora ora è stato inutile, perché neanche un solo caffè è ancora stato servito sul nuovo bancone del bar.

La Cgil nel suo comunicato ufficiale ricorda che:

“Progetto Nuovo Sant’Anna S.r.l. sta facendo tutto il possibile per sollecitare un rapido completamento dell’iter autorizzativo mentre da parte degli Enti coinvolti è stata manifestata la più completa collaborazione, compatibilmente con le prescrizioni di legge, per ridurre al minimo le difficoltà che si sono venute a creare sia per i lavoratori, sia per il concessionario, le imprese e tutti gli utenti e gli operatori della struttura.

Alla luce di tutto questo Azienda Ospedaliera Sant’Anna e Progetto Nuovo Sant’Anna S.r.l. confidano che si possa ragionevolmente arrivare a un perfezionamento di tutti gli adempimenti necessari entro il mese di novembre, assicurando, finalmente, non solo l’avvio dell’attività lavorativa negli esercizi commerciali ma anche maggiori servizi e miglior comfort a pazienti, famigliari e personale sanitario del presidio ospedaliero”.

Il disagio creatosi dalla mancata concessione delle autorizzazioni attualmente si riversa anche su tutti gli utenti dell’ospedale; da una parte i molti fruitori e pazienti che arrivano da altre città e da altre regioni di Italia e dall’altra i dipendenti dell’azienda ospedaliera a cui è ancora negato uno servizio indispensabile per la vita in ospedale come quello del ristorante, che di certo non può essere sostituito dai venditori automatici.
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