Giovedì, 24 Giugno 2021
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Sub scomparsa nel lago: ricerche con robot a 80 metri di profondità

Continuano le ricerche del corpo di Paola Nardini, la sub di 35 anni di Tavernerio scomparsa nelle acque del Lago di Como davanti a Villa Geno domenica 29 settembre 2013. La sommozzatrice è scomparsa domenica mattina dopo essere stata colpita da...

Continuano le ricerche del corpo di Paola Nardini, la sub di 35 anni di Tavernerio scomparsa nelle acque del Lago di Como davanti a Villa Geno domenica 29 settembre 2013. La sommozzatrice è scomparsa domenica mattina dopo essere stata colpita da un malore mentre si stava immergendo insieme a due uomini, tra i quali un istruttore. Forse è stata colpa di una cosiddetta narcosi da azoto. Questi primi giorni di ricerche non hanno dato esito positivo ma oggi è entrato in azione il robot Perseo del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Milano. Dopo avere scandagliato vari livelli di profondità oggi le ricerche procederanno all'altezza del pianoro degli 80 metri di profondità. Il robot è stato messo in acqua davanti all'hangar intorno alle ore 15. O meglio, prima una gru ha messo in acqua la barca del nucleo sommozzatori sulla quale a sua volta è stato caricato Perseo. Dall'hangar la barca si è spostata, poi, vicino a Villa Geno cioè nello specchio d'acqua dove è avvenuta la tragedia. Il robot è dotato di luce, di un braccio meccanico a cinque snodi articolari e di un sonar. Gli esperti dei vigili del fuoco parlano di un'alta probabilità di trovare e recuperare il corpo della giovane donna.

Fino a questo momento le ricerche si erano svolte con l'utilizzo di una telecamera sospesa a un filo. Il robot Perseo, però, ha notevoli mezzi in più per individuare ciò che cerca. Fondamentale, per esempio, è il sonar, poiché le onde emesse rimbalzano in modo differente contro le bombole di ossigeno dei sub. Quindi, proprio grazie al sonar si potranno avere maggiori probabilità di individuare il corpo. Inoltre, i motori del robot consentono di coprire aree di ricerca più estese e in minore tempo. Le telecamere del robot registreranno un video del ritrovamento poiché potrebbe servire come elemento utile alla magistratura per stabilire la dinamica della morte della sommozzatrice.

Per quanto riguarda quanto accaduto domenica mattina, durante l'immersione in cui è scomparsa Paola Nardini, non è per ora possibile conoscere i dettagli e l'esatta dinamica. Per ora quello che si sa è frutto di ipotesi e del racconto di chi si è immerso insieme alla donna. La magistratura ha aperto un'inchiesta. Bisognerà attendere che venga recuperato il corpo sul quale, quasi certamente, verrà eseguita un'autopsia. Per il momento si ipotizza che che Nardini sia stata colpita da una sorta di ebbrezza da profondità, in termine tecnico narcosi da azoto, e che presa dal panico abbia perso il forse il suo erogatore e che poi abbia strappato anche quello dell'istruttore che stava cercando di aiutarla. Proprio per questo motivo l'istruttore sarebbe stato costretto a risalire in velocità. Una risalita tanto veloce da avere reso necessario il trasporto in camera iperbarica. Forse grazie all'impiego del robot Perseo le ricerche potranno concludersi nelle prossime ore.

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