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Il caso del dipendente della biblioteca trasferito al campo Coni

Lavorava in biblioteca svolgendo una serie di mansioni: per esempio era addetto al banco prestito, al centralino, alla sicurezza, allo scaffale aperto, alla torre libraria, al salone conferenza e altro ancora. L'uomo, dipendente comunale assegnato...

Lavorava in biblioteca svolgendo una serie di mansioni: per esempio era addetto al banco prestito, al centralino, alla sicurezza, allo scaffale aperto, alla torre libraria, al salone conferenza e altro ancora. L'uomo, dipendente comunale assegnato alla biblioteca attraverso un concorso interno 15 anni fa, si è visto trasferire dall'oggi al domani al campo Coni di Camerlata per svolgere mansioni ovviamente diverse da quelle che aveva sempre svolto. Un trasferimento del quale ha molta difficoltà a comprenderne le ragioni.

A sollevare il caso è stato il consigliere comunale di Adesso Como, Alessandro Rapinese, che ha deciso di vederci chiaro e proprio per questo motivo ha depositato un'interrogazione consiliare con la quale chiede spiegazioni del trasferimento. Nel suo intervento di lunedì sera in consiglio comunale Rapinese ha lasciato intendere che potrebbero essersi verificate situazioni pregresse che avrebbero visto il dipendente in contrasto con una dipendente gerarchicamente superiore. Dopo il contrasto lavorativo l'uomo lo scorso dicembre ha ricevuto una sanzione disciplinare (4 ore non pagate) per un fatto avvenuto successivamente al contrasto. Poi è arrivato il recente trasferimento firmato dal dirigente del settore Cultura e Sport. Il dipendente, insomma, dalla biblioteca è stato trasferito al campo sportivo dove già da oggi potrebbe essergli richiesto anche di spazzare le foglie.

Il caso sembra destinato ad avere strascichi, anche perché molti colleghi del dipendente trasferito hanno sottoscritto una dichiarazione in cui affermano che il motivo della sanzione disciplinare a loro sembra inesistente. Infatti, l'uomo sarebbe stato sanzionato perché ha preso alcuni libri dal carrello del cosiddetto " libero scambio". Tale carrello, però, anche a detta degli stessi colleghi, è aperto a tutti e anche altri dipendenti della biblioteca se ne servono come i normali utenti. "Siamo sorpresi e stupiti - avevano scritto tredici colleghi nella dichiarazione inviata al dirigente del settore e alla responsabile della posizione organizzativa della biblioteca - per un atto così forte nei confronti del nostro collega e pensiamo che la contestazione d'addebito fattagli pervenire sia un procedimento eccessivo".

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