Il Tar cancella l'ordinanza di Lucini sulla Ztl. Rapinese: "Ennesima prova di superficialità"

Con una decisione clamorosa e dagli effetti potenzialmente devastanti almeno sul fronte economico per il Comune di Como, oggi il Tar della Lombardia ha parzialmente accolto il ricorso presentato a suo tempo dal Comitato No Ztl guidato...

 

Con una decisione clamorosa e dagli effetti potenzialmente devastanti almeno sul fronte economico per il Comune di Como, oggi il Tar della Lombardia ha parzialmente accolto il ricorso presentato a suo tempo dal Comitato No Ztl guidato politicamente dal consigliere comunale Alessandro Rapinese (Adesso Como), portato formalmente avanti dagli avvocati Mario Lavatelli e Vincenzo Latorraca, sostenuto da moltissimi cittadini oltre a gruppi e associazioni (per esempio Confcommercio e Confesercenti). I giudici hanno dunque definito illegittima l'ordinanza del sindaco Mario Lucini con cui nel 2014 si diede attuazione pratica all'ampliamento della zona a traffico limitato della città.

muro-berlino-ajani-luciniLa motivazione è che non sarebbe dovuto essere il primo cittadino ad assumere tale provvedimento poiché non di sua competenza e che quindi semmai avrebbe dovuto provvedere un dirigente comunale. Nei fatti - sebbene il Tar non abbia invece bocciato la delibera-quadro assunta precedentemente dalla giunta di Palazzo Cernezzi perché il ricorso su questa è stato ritenuto tardivo - è come se l'applicazione vera e propria dei nuovi confini della Ztl non fosse mai esistita. In linea teorica - sebbene domani un dirigente possa emettere un'ordinanza che "ristabilisca" la Ztl - resta aperto il tema delle sanzioni elevate in questi anni: è probabile, infatti, che il Comune possa trovarsi costretto a rimborsare i cittadini multati in base all'ordinanza ora annullata, come ha spiegato anche l'avvocato Lavatelli poco dopo aver conosciuto la sentenza.

"Siamo davanti all'ennesima azione superficiale e dannosa della giunta Lucini - esulta il promotore del Comitato No Ztl, Alessandro Rapinese - La solita approssimazione e superficialità, che ha contraddistinto tutto il mandato del sindaco. Inoltre, spicca l'arroganza di avviare cantieri proprio nella Ztl senza nemmeno aspettare questa sentenza, che ora rimette totalmente in discussione l'ampliamento. Se gli altri ricorrenti saranno d'accordo, non escludo affatto un prossimo passaggio al Consiglio di Stato anche per cancellare la delibera di giunta originaria. Il mio pensiero va in particolare a chi è stato costretto a chiudere in piazza Roma, e non soltanto lì, a causa della Ztl".

https://www.youtube.com/watch?v=SHWzi-zzS3o

Seguiranno aggiornamenti con video e documenti.

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