Como, concessioni chioschi scadute da 10 anni: proprietari furiosi in municipio

I proprietari dei chioschi di Como si sono presentati oggi in municipio per assistere alla commissione patrimonio convocata sul tema dei chioschi (bar, edicole e fioristi) e delle relative concessioni del suolo pubblico. Gli animi si sono a dir...

I proprietari dei chioschi di Como si sono presentati oggi in municipio per assistere alla commissione patrimonio convocata sul tema dei chioschi (bar, edicole e fioristi) e delle relative concessioni del suolo pubblico. Gli animi si sono a dir poco scaldati e alcuni titolari di dei chioschi si sono scagliati a parole contro i consiglieri comunali, ma soprattutto contro i dirigenti Ceresa (settore Patrimonio) e Fumagalli (settore Commercio), oltre che contro l'assessore al Commercio Etta Sosio. Il Comune di Como sta, infatti, provvedendo a riorganizzare la gestione del proprio patrimonio dato in concessione. Si è scoperto, così, che su 34 attività di chioschi ci sono 22 concessioni scadute e mai rinnovate e di queste ben 9 sono scadute dal 1998 e una dal 1999. In sostanza, i titolari dei chioschi operano con la loro attività su suolo pubblico ma senza concessione, sebbene la paghino regolarmente tutti gli anni. Insomma, pagano il suolo pubblico, ma non hanno diritto ad occuparlo. Un paradosso che ha fatto infuriare molti esercenti oggi in commissione. La rabbia, però, nasce anche dal fatto che il Comune di Como provvederà per il futuro a indire dei bandi per la concessione del suolo pubblico ai chioschi: ecco, così, che chi ha comprato l'attività anche solo da pochissimi anni rischia di non vedersi riconosciuto il diritto ad operare nel suo chiosco perché magari non vincerà il bando.

Un esempio. Il titolare dell'edicola di piazza Volta ha rilevato l'attività nel 2006, ignorando che la concessione era scaduta nel 1998 perché mai rinnovata dal precedente titolare. Ha quindi investito in un'attività che, però, potrebbe non ottenere la concessione del suolo pubblico. In tanti credevano che fosse sufficiente pagare anno dopo anno il canone di 5/6mila euro (a seconda della superficie e della zona) per essere in regola con il Comune. Così non è: occorreva un rinnovamento formale della concessione.

Si capisce il motivo di tanta preoccupazione tra i proprietari di edicole e bar, come quelli di viale Battisti (sotto le mura) o in piazza del Popolo o in piazza Volta. Il guaio, per loro, è che non c'è modo di evitare il bando. Devono incrociare le dita e sperare di vincerlo. A dare loro questa speranza è stata l'assessore Sosio che ha ribadito che si terrà conto di chi è già da tempo operante con il proprio chiosco.

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