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Civiglio verso la riapertura della strada. Intervista all'esperto di frane

Prevista per il 14 settembre 2015 la riapertura della strada che collega la frazione di Civiglio a Como, chiusa ormai da quasi un anno, a seguito di una estesa frana. Gli operai dell’impresa edile “Ingeco” dalla fine di luglio sono al lavoro...

Prevista per il 14 settembre 2015 la riapertura della strada che collega la frazione di Civiglio a Como, chiusa ormai da quasi un anno, a seguito di una estesa frana. Gli operai dell’impresa edile “Ingeco” dalla fine di luglio sono al lavoro in località Grotta per portare a termine il cantiere di messa in sicurezza della strada e del costone di terra e rocce che la sovrasta, così come previsto dagli impegni presi dall’amministrazione comunale con i cittadini. Ciò anche in previsione della riapertura delle scuole e delle problematiche logistiche che ne conseguiranno. Lo scorso 10 novembre, a causa delle incessanti piogge e della particolare inconsistenza del terreno di quella località, si staccò dalla montagna un’ingente quantità di terra che trascinò con sé sassi e tronchi di albero. Da allora la strada, gravemente danneggiata, è rimasta pericolante e, teoricamente, chiusa al passaggio di auto (in realtà la chiusura effettiva non è mai avvenuta).

L’ingegnere Di Bartolo funzionario tecnico del Comune di Como, responsabile dei lavori al cantiere della frana di Civiglio, ha assicurato che i lavori che vedranno la messa in sicurezza e la risistemazione della strada procedono rapidamente. Il muro di monte, sovrastato da fango e detriti durante il crollo, sarà rinforzato con ventuno tiranti e verrà inspessito e ristrutturato, mentre la strada sarà ampliata di circa 50 centimetri, con un nuovo guardrail. Verranno applicati circa 580 metri quadrati di una rete dotata di una membrana antierosione sul costone franato nel novembre scorso, per contenere il possibile distaccamento di ulteriore sabbia e materiali rocciosi dalla parete. Infine saranno lasciate in modo permanente le resistenti reti di acciaio montate all’apertura dei lavori per garantire la sicurezza degli operai e che serviranno anche in futuro a contenere i massi in caduta. Pur ammettendo che i tempi tra l’avvenimento della calamità naturale e il giorno dell’apertura del cantiere nel luglio scorso (il giorno 27) siano stati assai dilatati, Di Bartolo tiene a precisare che è importante sempre considerare che le attività di rilevazione e raccolta dei dati svolte dai tecnici richiedono alcune settimane di tempo e prescindono da qualsiasi decisione politica. Nonostante il periodo non florido dal punto di vista economico il Comune di Como, ha dovuto reperire i fondi (350 mila euro circa) per l'intervento di sistemazione e renderli disponibili da subito. Nonostante il grande investimento e il lavoro finora svolto, la realtà della frana di Civiglio resta ancora precaria. Uno sperone di terra, che sembra (ma non se ne ha la certezza) ancorato a una roccia, incombe su via alla Grotta e sulla strada provinciale, mentre il costone, rinverdito dalla vegetazione, lascia ancora delle perplessità agli esperti sul suo lato sinistro, che pare non stabile.

Il geologo comasco Federico Riva, esperto di frane rocciose e collaboratore del gruppo di Geologia Applicata dell’Università Bicocca, ha definito la parete “eterogenea”, poiché composta sia da sabbia e roccia, sia da limo e argilla, spiegando che questa caratteristica influenza i movimenti del terreno, rendendolo il più delle volte instabile. Il geologo, attualmente impegnato nello studio di due frane in Valtellina, afferma che senza dubbio la grande pendenza del versante è una delle maggiori cause di questa predisposizione allo scivolamento da parte del terreno, ma spiega che nelle zone di Civiglio le frane hanno un’importante storicità, da considerare come indizio utile per comprendere e monitorare gli attuali comportamenti del terreno.

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