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Martedì, 30 Novembre 2021
Maurizio Pratelli

Opinioni

Maurizio Pratelli

Collaboratore QuiComo

Il rischio che l'emergenza diventi normalità

È tempo che il paese torni alla Politica

Per ora sono solo voci. Ma intanto se ne parla, almeno per vedere l'effetto che fa. Secondo indiscrezioni, Draghi sarebbe infatti orientato a mantene lo stato di emergenza con una proroga che potrebbe non essere menneo a corto raggio, ma di ben sei mesi, fino a fine anno. Tutto ciò nonostante solo pochi giorni fa il ministro della Salute Roberto Speranza abbia detto di augurarsi la sua fine il prossimo mese di luglio "per dare un segnale positivo al Paese".

Segnale che molto probabilmente non arriverà: la scadenza dello stato di emergenza potrebbe slittare al 31 dicembre. Ma un'emergenza, tanto più se pilotata da un generale, in uno stato democratico non può essere eterna. Il rischio che tutto questo diventi "normalità" è altissimo. Tanto più se le motivazioni del prolungamento sono dettate dalle varianti del covid. Quelle varianti per cui i vaccini non danno garanzie totali. Ma nulla copre al 100%, niente garantisce dal rischio al 100%, non ci sono assicurazioni che tengano. E se tutto ciò è fuori di dubbio, forse è arrivato il tempo di riporre le divise. 

Visto che la campagna vaccinale, nonostante i molti inciampi, alla fine sta facendo il suo lavoro, se davvero queste sono le ragioni, non può essere una naturale variante di rischio, che non può valere ovviamente solo per il covid, a far vivere il Paese in perenne stato di emergenza. Dopo oltre 16 mesi di pandemia, pur con tutte le incertezze e le difficoltà del caso, aggiustando in corsa i molti errori conpiuti, abbiamo preso tutte le misure necessarie. Oggi. sia gli ospedali, sia i vari presidi - dai punti tampone agli hub vaccinali - hanno imparato a gestire la situazione anche nei momenti più caldi.

Ora si tratta solo di riprendere politicamente in mano la situazione, dando agli italiani, che sin qui sono stati per larga maggioranza esemplari, quella fiducia che meritano. Che il covid sia un nemico infido è ormai chiaro a tutti, ma non sarà uno stato d'emergenza infinito a debellarlo. Tornare a un'idea di normalità, pur con tutte le cautele alle quali saremo comunque sottoposti anche nei prossimi mesì, è una necessità alla quale il governo deve dare risposte immediate. Senza scuse ma soprattutto senza più proiettare ai cittadini nuovi mesi di provvisorietà quotidiana.  

Diversamente, esasperando una situazione con provvedimenti reiterati, si rischia di non essere più credibili. Mai come in questo momento occorre togliere le persone dal binario di una insicurezza decisa a palazzo. La pandemia ci ha cambiati, ma bene o male stiamo imparando a conviverci. Così come è successo dopo altre disgrazie che hanno afflitto l'umanità. Ma non se ne esce pensando che a renderci sicuri e immortali sarà uno stato di emergenza eterno. 

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