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Opinioni

Dario Alemanno

Responsabile QuiComo

Como Centro

Un tuffo dove l'acqua è più blu, ma con responsabilità (di tutti)

Ancora bagnanti al Tempio Voltiano, dove solo dieci giorni fa è annegato un ragazzo

Sorvoliamo sul fatto che in quel punto il lago è sporco e inquinato e ci vuole un bel coraggio per tuffarsi laddove spesso nuotano anche le pantegane. Tralasciamo il fatto che a due passi c'è la foce del Cosia, con tutto ciò che ne consegue (la presenza di scarichi di acque nere è un dato di fatto). La domanda è: perché ci sono persone che si fanno il bagno dove vige il divieto di balneazione e dove solo pochi giorni fa un ragazzo ha perso la vita? La foto qui pubblicata è di ieri, 10 giugno 2022. Tuffarsi nel lago è pericoloso, questo ormai lo dovremmo avere imparato tutti. Lo dovrebbero avere imparato ancora di più gli Enti e le forze dell'ordine a cui competono controlli e regolamenti di balneazione.
Viene spontaneo chiedersi cosa si possa fare per impedire nuove tragedie. Forse il cartello di diveito di balneazione potrebbe essere reso ancora più visibile? Forse si potrebbe installare, ben visibili, totem "alla memoria" per ricordare le persone che hanno perso la vita in questo o in quel punto del lago. O più semplicemente (e purtruppo, forse, neanche così semplicemente) le autorità potrebbero pattugliare assiduamente le rive. Del resto si tratterebbe di intensificare i controlli solo nella stagione calda, quattro o cinque mesi al massimo. Sulla lunga distanza, poi, si potrebbe pensare a una grande campagna di sensibilizzazione e di informazione, per spiegare le regole basilari da conoscere prima di immergersi nel Lario. Insomma, ci deve pur essere qualcosa che si possa fare per impedire nuove tragedie. Le autorità competenti non possono infischiarsene e non possono e non devono più tardare nell'adottare nuove e più efficaci misure di prevenzione.
Il Lago di Como non è il mare. Non c'è un'acqua leggera e salata che tende a restituirti alla superficie e a ricondurti sulla spiaggia. C'è un'acqua scura nel Lago di Como, fredda e pesante che non ti è amica e della quale devi sempre diffidare. Se poi ci si vuole tuffare a tutti i costi, va bene, ma che almeno lo si faccia in sicurezza. E questo dipende, certo, dagli stessi bagnanti in primis, ma anche da chi ha il compito di controllare e informare. La responsabilità è di tutti.

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