Coronavirus

Lombardia, i vaccini anti Covid si faranno anche all'interno delle aziende

Protocollo tra la Regione e le organizzazioni dei datori di lavoro. Ma solo quando partirà la vaccinazione di massa. Moratti: «Ce lo permette la prospettiva di avere molti più vaccini da aprile»

Letizia Moratti

Le vaccinazioni anti Covid arrivano all'interno delle aziende. E' il frutto di un protocollo (il primo in Italia) firmato da Regione Lombardia, Confindustria Lombardia e Confapi, annunciato il 10 marzo. Ma solo quando inizierà la vaccinazione massiva, rispettando quindi l'ordine di priorità indicato dal piano vaccinale nazionale. «Il virus corre e noi vogliamo correre più veloce del virus», ha detto l'assessore al Welfare Letizia Moratti presentando l'iniziativa e confermando l'obiettivo di arrivare a vaccinare «tutti i lombardi che ne hanno diritto» entro giugno 2021.

Il protocollo è possibile perché, da aprile, la Lombardia avrà una maggiore capacità vaccinale sia con l'innalzamento dell'età per Astrazeneca sia per l'arrivo di Johnson & Johnson. «Ci attrezziamo da subito per dare risposte aggiuntive», ha detto Moratti. «Con l'accordo, nel rispetto delle categorie individuate dal piano nazionale, sgraviamo ulteriormente il sistema sanitario perché le aziende avrann un loro personale medico. L'allargamento ci consente una minor tensione sugli ospedali ed è molto importante nel momento in cui c'è una ripresa della patologia».

«Vogliamo dare questo servizio ai nostri collaboratori. E vogliamo rilanciare questa Regione. Il protocollo deve rappresentare una svolta. Vogliamo vincere questa battaglia del Covid e questo protocollo è una risposta chiara e precisa al problema», ha aggiunto Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia. «Ci sono due vincoli: gli spazi dove poter fare le vaccinazioni e la disponibilità dei vaccini. L'accordo prevede che ci sia disponibilità di spazi e medici competenti per inoculare il vaccino ai dipendenti che accettano, e in prospettiva un domani anche ai loro familiari. Pensiamo che si potranno vaccinare 300-400 mila persone nel più breve tempo possibile, parlando solo di lavoratori. Nelle prossime settimane, coinvolgeremo i sindacati. Siamo convinti che nelle prossime settimane condivideremo con loro la procedura operativa».

«Nonostante il Covid», ha concluso Bonometti, «la Lombardia è un'eccellenza in Europa. Lo stesso concettto espresso anche da Maurizio Casasco, presidente nazionale di Confapi: «Ai concorrenti e ai partner stranieri diremo che la nostra azienda ha un passaporto Covid-free e quindi la certezza di produrre e consegnare i prodotti». Secondo Casasco, «all'Italia è mancata la capacità di programmare. Prima vacciniamo tutti, meno contagi avremo, meno varianti avremo. E' quindi una questione di velocità, non di priorità. Ora la Lombardia si è organizzata per andare nelle imprese a vaccinare e sono certo che l'idea andrà anche sul tavolo nazionale. Garantire la salute a chi lavora significa mantenere i posti di lavoro, garantendo l'attività produttiva».

Hanno già manifestato l'interesse ad aderire al protocollo altre realtà produttive come Confcommercio, Confcooperativa e Coldiretti. «La guerra è guerra e il nemico lo abbiamo ben chiaro», ha detto Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico: «La vinciamo se ci alleiamo, con tutte le strutture e le risorse umane e professionali che abbiamo a disposizione. Dalla vaccinazione dipenderà il rilancio economico della nostra Regione, che equivale a dire di tutto il Paese. I negativisti sono troppi, noi dobbiamo fare squadra e darci una mano». 

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