rotate-mobile
Venerdì, 12 Agosto 2022
Salute San Fermo della Battaglia / Via Ravona, 20

La denuncia della Cisl: i medici non vogliono lavorare al pronto soccorso del Sant'Anna

Il sindacato: "Basta dare la colpa delle inefficienze al covid". La replica di Asst Lariana: "Mancano i giovani laureati"

La sanità comasca diventa oggetto di dibattito a colpi di note stampa tra Cisl e Asst Lariana. Il sindacato Cisl Medici è intervenuto con un comunicato con il quale denuncia una serie di carenze e criticità soprattutto realtive al pronto soccorso dell'ospedale Sant'Anna: "Organico insufficiente, elevato numero di dimissioni verso altri ospedali, basso interesse da parte dei medici verso l’ospedale S.Anna, con la conseguenza che molti bandi di assunzione che non vedono candidati".

Le accuse 

"Le difficoltà che da tempo emergono nella gestione del pronto soccorso non possono certo essere imputate all’emergenza covid - aggiungono Daniele Magon, segretario generale Cisl del Laghi e Paolo Iaria, segretario generale Cisl Medici dei Laghi -. Da tempo la CISL Medici attende di essere convocata ad un tavolo tecnico e specifico in cui discutere con la direzione di Asst Lariana un progetto ed una gestione che vadano a ricercare soluzioni definitive e costruttive relative a problematiche che da tempo affliggono la gestione organizzativa del pronto soccorso. Non più accettabile la giustificazione che tutto ciò sia dovuto all’emergenza Covid".
Secondo la Cisl dei Laghi i medici andrebbero "coinvolti nella gestione organizzativa del sistema in quanto operatori estremamente specializzati e capaci di ricercare le soluzioni adeguate a garantire sia le specificità tecniche che organizzative (qualità degli interventi – attese) per un servizio adeguato alla cittadinanza, nel rispetto delle specificità e della formazione dei medici coinvolti".

La replica

Asst Lariana ha affidato la sua replica a una nota stampa in cui spiega che "i servizi di emergenza-urgenza soffrono da anni una carenza di professionisti, aggravata ulteriormente dall’emergenza pandemica". In particolare Asst Lariana spiega che "i posti disponibili nelle scuole di specializzazione per la medicina di emergenza-urgenza sono più numerosi dei giovani laureati che vi si iscrivono, il che significa che i medici di pronto soccorso sono sempre più rari".
Dunque, il risultato sarebbe che i numerosi e continui bandi pubblicati da Asst Lariana per l’assunzione di professionisti non coprono tutti i posti disponibili e questo  accade in molte strutture del territorio regionale e nazionale. "Adombrare, quindi, che i medici non vogliano lavorare nelle nostre strutture - aggiunge Asst Lariana - e fare finta che il contesto pandemico non abbia aggravato una situazione già di per sè complicata quale è quella dei servizi di emergenza-urgenza, è un'accusa infondata e strumentale. Con le rappresentanze sindacali si è appena tenuta una riunione, lo scorso 27 dicembre e pertanto anche l'accusa di una mancata discussione dei problemi esistenti e di un confronto appare incomprensibile. Molte delle criticità esistenti, tra l'altro, possono trovare una soluzione solo a livello nazionale. La direzione di Asst Lariana è a disposizione di tutti per discutere e valutare soluzioni purchè non si pregiudichi la necessità primaria di garantire ai cittadini una risposta al loro bisogno di salute".
 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La denuncia della Cisl: i medici non vogliono lavorare al pronto soccorso del Sant'Anna

QuiComo è in caricamento