Polemica sul Giro d'Italia a Como: Rapinese in fuga verso la poltrona da sindaco

Infuriato con Landriscina, alle prossime elezioni sarà l'ultima volta che si candiderà

Alessandro Rapinese

Non è una novità che Alessandro Rapinese sia furioso nei confronti di chi governa la città. Le sue performance sono note e certamente molto apprezzate dai cittadini che hanno cercato di portarlo sulla sedia ora occupata da Mario Landriscina e prima da Mario Lucini. In fin dei conti alle ultime elezioni non è arrivato al ballottaggio solo per un migliaio di voti, risultando comunque, con la Lista Rapinese Sindaco, la forza più votata a Como con il 23%. 

In questo momento, a farlo arrabbiare più del solito sono il Giro d'Italia e la gestione della cultura a Como, questioni che abbiamo affrontato nei giorni scorsi in questo articolo. "Io trovo incredibile - afferma Rapinese - che si debba pagare RCS, le cui tariffe sono introvabili, per portare una tappa del Giro d'Italia a Como. Dolce & Gabbana hanno pagato per venire a Como e usare Villa Olmo, così come gli indiani Isha Ambani e Anand Piramal per il loro fidanzamento. Il ritorno di questi eventi, che hanno fatto il giro del mondo, è incredibile, ancora se ne parla. Però ci hanno pagato loro per "usare" Como. Che senso ha spendere una montagna di soldi in un periodo in cui Como è già piena?". Forse per il ritorno d'immagine che potrebbe avere il Giro?: "Como non ha bisogno di questo tipo di eventi - aggiunge Rapinese - Como è già visibile in tutto il mondo. Como, piuttosto, ha bisogno di investimenti per non diventare una trappola per topi. Alla fine si spenderanno ben più di 260 mila euro, è una follia. Landriscina vuole trasformare Como alla stregua del Brasile con i Mondiali di calcio".

Di sicuro somme importanti se raffrontate con quelle per la cultura: "Non solo - aggiunge Rapinese - siamo alla fine di marzo e siamo quindi già più che in ritardo per avere un minimo di programmazione. Non parliamo poi del calendario estivo. È come entrare in un ristorante quando la cucina è già chiusa. Però siamo stati capaci di spendere 50 mila euro (il riferimento è al Noir in Festival, ndr) per 3 giorni di cinema con qualche film che avremmo potuto vedere ovunque. Non so se Landriscina sia peggiore come sindaco o come assessore alla Cultura. Questa giunta sta bruciando il ricco ambiente culturale della città mai così in difficoltà come ora". 

Intanto per le vie di Como in molti, non solo gli operatori culturali, iniziano a manifestare la propria delusione nei confronti del sindaco e soprattttuo di una giunta che perde i pezzi. La frase più gettonata circola in due versioni: la prima è quella dei simpatizzanti: "La prossima volta vincerà di sicuro Rapinese; la seconda è quella dei rassegnati a ciò che può sembrare ineluttabile: "Questi risuciranno a far vincere Rapinese". L'interessato risponde presente: "Francamente non vedo l’ora!". Però c'è anche l'ultimatum: "Sarà meglio che si muovano, perchè la prossima volta che mi candido sarà anche l'ultima. Non voglio mica fare il sindaco da pensionato come Landriscina". 

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