Friday for future, il volto dei Verdi di Como lancia un appello alla città: "Non lasciamo soli questi ragazzi"

Elisabetta Patelli scrive una lettera aperta: "Molti di questi giovani ci saranno ancora nel 2080 e dovranno fare i conti con i nostri fallimenti"

E' stata una giornata per certi versi storica per Como. Da anni non si vedeva una simile mobilitazione di giovani per una manifestazione che, forse diversamente dalle tante che si sono susseguite negli ultimi anni, è sembrata particolarmente sentita. Migliaia di ragazzi, studenti da tutta la provincia, si sono ritrovati e hanno manifestato con un lungo corteo partecipando, così, alla giornata mondiale per il clima denominata Friday for future.

Davanti alla mobilitazione di così tanti giovani è difficle per gli adulti restare indifferenti, soprattutto per i politici che non possono fare finta di nulla davanti a una simile protesta. Certo, i politici locali non hanno grosse facoltà per poter incidere nella politica ambientale a livello nazionale, ma è pur vero che ognuno nel suo piccolo può darsi da fare. In questo contesto si inserisce l'intervento di Elisabetta Patelli, volto simbolo dei Verdi di Como, che ha scritto una lettera aperta alla città che pubblichiamo qui per intero.

La manifestazione di oggi che è diventata virale esprime il rifiuto dei giovani ad accollarsi un destino frutto del fallimento delle generazioni precedenti. Molti di loro non hanno ancora vent’anni e potrebbero essere ancora in giro nel 2080, costretti a fare i conti con la prospettiva di un mondo anche di quattro gradi centigradi più caldo. Gli effetti di un aumento delle temperature di questa scala sarebbero assolutamente devastanti: fiumi che esondano,  e e tsunami che devastano le coste; barriere coralline in estinzione, le calotte polari che si sciolgono, facendo salire in modo drammatico il livello dei mari e allagando le coste. Aree del pianeta  del tutto inabitabili. Gia' oggi per fare un esempio l’uso dei combustibili fossili costringe nove bambini su dieci nel mondo a a respirare aria nociva.

La lotta contro i cambiamenti climatici e' anche una lotta per la giustizia climatica che  e' giustizia sociale, per colmare i divario tra il Nord e il Sud del mondo, per dismettere le politiche di sfruttamento intensivo delle risorse naturali del pianeta per il profitto di pochi salvo poi  rifiutare  il fenomeno del fuggi fuggi di popoli che scappano da guerre di potere e dalla devastazione

La rabbia degli studenti nasce dall'impasse e dai farfugliamenti degli adulti che detengono il potere di decidere. Il movimento davanti  a questo atteggiamento  non aveva altra possibilita' che esplodere. La maggior parte dei ragazzi e che scendono nelle piazze non ha ancora il diritto di voto, non ha voce in capitolo e si fa sentire come puo'. Finora si sono affidati agli adulti  che hanno sbagliato.
 
Su quanto sia giusto  scioperare o meno  ovviamente  la discussione e ' aperta . Bisognerebbe aprire un capitolo su cosa e' o non e' "educazione" e si aprirebbe un dibattito infinito  tra posizioni incancrenite  su uno stereotipo di scuola tradizionale  e  nozionistica  e una visone piu' realistica  e moderna dell'insegnamento . Personalmente e da insegnante credo che tutto cio ' che sviluppa il pensiero critico, accresce la presa di coscienza e la  responsabilita'  sia un processo formativo. Mi auguro che anche nelle classi, oggi , tra chi e' rimasto a scuola  e insieme ai docenti ,ci sia lo spazio per un serio dibattito sul tema : "non confiniamo  il problema fuori dalle aule"  e' l'appello che rivolgo ai colleghi. Piu' in generale rilanciamo una proposta     :  alla sostenibilita'  sia attribuito  un ruolo centrale nell'istruzione , non sia relegata  a singoli progetti , singole classi e singoli insegnanti , ma diventi  la scelta " politica" del sistema dell'istruzione  . A Como questo percorso e' stato aperto dalla  rete delle 22 Ecoschool di Como, gli ostacoli vengono da fuori, dagli adulti , dalla cattiva politica , dalle cattive amministrazioni. 
Come dicono i giovani che sono in piazza oggi "Quando la casa è in fiamme non si può lasciare ai ragazzi la responsabilità di spegnere l’incendio: abbiamo bisogno che gli adulti si assumano la responsabilità di aver appiccato il fuoco.".  Noi Verdi oggi ci saremo . Io ci saro' come presidente onoraria dei Verdi lombardi , come docente , come  genitore . Come adulta.

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