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Striscione all'oratorio di Rebbio, lettera di Don Giusto a Forza Nuova: "Grazie per avermi ricordato gli obiettivi su cui lavorare"

Vicinanza al sacerdote e alla comunità di Rebbio anche dal vescovo di Como Oscar Cantoni

Don Giusto Della Valle

Dopo il blitz dei militanti di Forza Nuova contro il parroco di Rebbio don Giusto della Valle, e l'ondata di solidarietà arrivata da vari enti e realtà cittadine, mercoledì 26 settembre 2018  il sacerdote ha deciso di rispondere alla provocazione dei responsabili del gesto con una lettera pubblicata dal Settimanale della Diocesi che riportiamo integralmente.

Cari signori di Forza nuova, perlomeno così vi siete designati,

mi sarebbe piaciuto veniste a parlare a casa mia con tutta calma, in pieno giorno, anzichè affiggere nottetempo un vostro cartello sulla recinzione dell’oratorio di Rebbio.

Comunque, il vostro scritto notturno mi ha dato una nuova forza in due direzioni:

– innanzitutto a lottare contro il male che c’è in me – mi avete chiamato “ingiusto” – e ne sono cosciente;

– in secondo luogo mi sento onorato se voi avete identificato in me una persona della Chiesa di Como che fa politica; vi ringrazio.

La Chiesa fa politica, ha a cuore la “polis” ed i più fragili della polis. Il Regno di Dio, il cui annuncio è al cuore della vita del nostro fondatore, è Regno di Pace e di Giustizia e beati sono coloro che iniziano a costruirlo su questa terra.

Grazie quindi per avermi ricordato e confermato in questi due obiettivi su cui continuo a lavorare insieme a tantissime persone di Como.

Giusto Della Valle
parroco di Rebbio

Vicinanza a don Giusto è arrivata, sempre tramite le pagine del Settimanale, anche dal vescovo di Como monsignor Oscar Cantoni: "Ho appreso con rammarico e con un certo stupore la notizia del gesto dimostrativo rivolto, questa notte, a don Giusto Della Valle e alla comunità di Rebbio. A loro voglio dire: il Vescovo vi è vicino!".

Monsignor Cantoni, invitando tutti a "recuperare toni sereni  e pacati nel dibattito e nel confronto fra idee differenti", conclude con una considerazione: "La Chiesa, in verità non per scelta politica, ma esclusivamente pastorale, nella sua missione a vantaggio di tutti, soprattutto di chi è emarginato e solo, deve poter venire incontro a tutte le fragilità, ascoltarle e guidare il popolo di Dio a tradurre il Vangelo mediante scelte coerenti, in parole e opere".

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