Centro storico Via Armando Diaz

Teatro Cressoni, un grande buco nel cielo di Como

Completamente sventrato lo storico palco di via Diaz

L'immagine è forte. Probabilmente la più emblematica degli ultimi 20 anni scattata al Cressoni. Il sigillo a una vicenda che racconta un'altra sconfitta della nostra città. Chiuso nel 1997, quando da oltre mezzo secolo era già stato ribattezzato Cinema Centrale, la speranza che potesse tornare in funzione come cinema o teatro è stata sempre appesa al filo di un sogno. Dopo un primo tentativo di trasformarlo in parte addirittura in un supermercato, lo storico edificio ha subito la svolta definitiva nel 2006, come riportammo a suo tempo in questo articolocon l'avvio della sua riconversione ad elilizia privata: negozi e abitazioni. Vedere oggi questa foto - simbolo di una città che da oltre 20 anni non è in grado di conservare la propria storia, la vicenda del Politeama è un altra evidente testimonianza - fa male e quasi evoca immagini di guerra. 
Non è questione di voler essere romantici a tutti i costi, però sembra evidente che l'interesse di pochi abbia prevalsa su quello di una comunità. La mancanza di un sistema culturale, come già aveva evidenziato Barbara Minghetti sempre a proposito del Politema, fa si che l'orizzonte sia solo un grande buco nel cielo. Questa foto è il simbolo della una sconfitta di una città che, pur navigando nell'oro del turismo, ancora deve capire come far pace con la propria storia. 

L'apertura del Teatro Cressoni di Como (inizialmente chiamato semplicemente Teatro Nuovo) avvenne nel lontano 30 dicembre 1870 con la rappresentazione del dramma Il proscritto ma l'inaugurazione ufficiale ebbe luogo la sera del 4 marzo 1871 con Il trovatore. I più importanti spettacoli della storia del Teatro Cressoni furono certamente la Lucia di Lammermoor e Il Barbiere di Siviglia del 1901, che videro come protagonista Luisa Tetrazzini, mentre l'ultima opera lirica rappresentata fu una Carmen interpretata da Maria Passeri ben 111 anni fa. Rivolta ad un pubblico più popolare rispetto a quello del Teatro Sociale, la programmazione del Cressoni (che era aperto quasi tutte le sere dell'anno) presentava proposte estremamente variate: operetta e perfino spettacoli di marionette, di lottatori, di nani, di prestigiatori. Al Cressoni avvenne anche la prima proiezione comasca, il 12 maggio 1897, del Reale Cinematografo Lumière. Già nel 1910 il Teatro fu chiuso, ristrutturato all'interno e riaperto al pubblico nel 1913, adattato a cinematografo. Conservò il nome di Cressoni fino all'inizio degli anni '30, quando venne ribattezzato Odeon. Una trentina d'anni dopo, subìte ulteriori trasformazioni, diventò, come detto, Cinema Centrale, fino alla definitiva chiusura del 1997.

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