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Senza rispetto per i morti (e i vivi): al cimitero di Camerlata lapidi rimosse, rotte e abbandonate da un anno

La denuncia di un cittadino: "Una cosa bruttissima vedere il nome del mio bisnonno in mezzo alle macerie"

E' passato un anno da quando alcune tombe del cimitero di Camerlata sono state per così dire smantellate e rimosse, come da prassi quando scadono definitivamente le concessioni. Da allora al cimitero di Camerlata regna la vergogna: a ridosso dei muri perimetrali si è formata una vera e propria discarica di lapidi, rotte e abbandonate.

Ugo Foscolo nel suo celebre componimento poetico intitolato "I sepolcri" raccontava dell'importanza che le tombe hanno per i vivi, più che per i morti. Camminare nel campo santo e vedere il nome di un parente defunto, ancorché morto decenni fa, non può essere certo cosa piacevole. E' una scena che appare decisamente irrispettosa, per i defunti stessi ma anche e soprattutto per i vivi. E' quanto capitato a Fabio Caironi, cittadino albatese, autore del piccolo reportage fotografico realizzato sabato 30 marzo 2019. "Mi sono imbattuto nella lapide del mio bisnonno, Giovanni Seregni - racconta Caironi -. Si trovava al cimitero di Albate e ora purtroppo è, insieme a decine di altre, gettata in un angolo del camposanto di Camerlata. Le foto sono più eloquenti di mille parole: è un vero e proprio "cumulo della vergogna" che da mesi è lì, nonostante svariate denunce dei media e dei politici di opposizione. Un'amministrazione che ha davvero a cuore la città e i cittadini dovrebbe prima chiedere scusa, poi sistemare le cose. Senza tante altre parole".
Non aggiungiamo altro.

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