Giovedì, 23 Settembre 2021
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Ultima chiamata per l'allenatore del Como Carlo Sabatini. Sabato con il Modena si gioca la panchina

Tempi duri per Carlo Sabatini che con la sconfitta di ieri è arrivato a quota 6 sulle 10 partite totali. Quella di sabato prossimo potrebbe essere la sfida decisiva per il tecnico di Perugia che, se non dovesse portare a casa i 3 punti, potrebbe...

Tempi duri per Carlo Sabatini che con la sconfitta di ieri è arrivato a quota 6 sulle 10 partite totali. Quella di sabato prossimo potrebbe essere la sfida decisiva per il tecnico di Perugia che, se non dovesse portare a casa i 3 punti, potrebbe abbandonare la panchina comasca. Si sa, il calcio è cinico e soprattutto gli allenatori sono legati al risultato: chi ne fa le spese ogni volta è il tecnico e non i giocatori. Questa è la legge del calcio, c'è poco da fare. Sulle pagine di Facebook in queste ore i tifosi si stanno scatenando, chi dalla parte di Sabatini e chi è per mandarlo via immediatamente.

Sicuramente il mister ha responsabilità: la più grande probabilmente è stata quella di perseverare nell'usare un modulo (3-5-2) non adatto alla rosa di quest'anno. Il gioco però lo si è visto, questo è innegabile: anche ieri sera il Como meritava il pareggio a Cesena, senza troppe storie. E non è poco perché di fronte c'era una formazione forte che naviga nelle zone altissime della classifica. C'è anche da dire che questa squadra al momento è stata privata di un giocatore come Fietta che l'anno scorso aveva in mano le chiavi della squadra, e con lui anche Giosa, capitano e ministro della difesa, out dalla partita contro il Trapani. Il resto della squadra, poi, è praticamente tutto nuovo, basti pensare che ieri della formazione dello scorso anno erano in campo solo 3 giocatori (Marconi, Casoli e Cassetti).

La colpa, e che colpa, è stata che la squadra azzurra nonostante abbia giocato bene non ha raccolto i punti che doveva e ora si trova ultima in classifica, da sola. Un'altra tegola pagata cara è stata l'espulsione di Ebagua in quella partita con il Brescia - in cui gli azzurri non meritavano assolutamente di perdere - per delle decisioni arbitrali quanto meno discutibili. La punta azzurra era diventata il faro dell'attacco comasco e nei due match con Lanciano e Latina, probabilmente con lui in campo le cose sarebbero andate diversamente. E' vero che con i se e con i ma non si va lontano, siamo però sicuri che le colpe siano solo di Sabatini? Sabato contro il Modena il tecnico si giocherà tutto, ma non sarebbe giusto dimenticare chi ci ha preso per i capelli lo scorso anno e ci ha portato dove siamo ora, compiendo un autentico miracolo. Poi si sa il calcio non guarda in faccia a niente e nessuno e in fondo è il bello o il brutto di questo sport.

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