Domenica, 13 Giugno 2021
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Spalti inagibili allo stadio del ghiaccio di Casate, genitori protestano in consiglio comunale

Comunicato stampa di fuoco dell'Hockey Como

La società sportiva Hockey Como è pronta a far sentire la propria voce in consiglio comunale a Como, anche a nome di tute le famiglie di ragazzi e ragazzini che praticano pattinaggio e sport su ghiaccio al palazzetto di Casate. Il problema è diventato annoso: nel dicembre 2016, infatt, le gradinate del pubblico sono state chiuse. Insomma, sono inagibili stando a quanto asseverato anche dai vigili del fuoco.

Niente pubblico alle partite

Nessun intervento finora è stato realizzato per consentire anche solo il parxziale utilizzo delle gradinate. "Roba da farsi ridere dietro dalle squadre ospiti, soprattutto quelle svizzere", scrive un genitore su Facebook. In effetti per vedere i propri ragazzi giocare i genitori non possono fare altro che stare a bordo campo dalla parte opposta delle gradinate con inevitabili problemi di visuale. La goccia che potrebbe far traboccare il vaso è la mancata risposta alla richiesta, avanzata prima di Natale, per consentire l'ingresso, nella parte conclusiva della stagione, e, soprattutto, nel Torneo Internazionale Stefano Gosetto, a 99 spettatori."Il 22 novembre scorso abbiamo consegnato una ulteriore Relazione Tecnico Illustrativa, eseguita da un nostro socio architetto che ha riscosso, da parte delle istituzioni una gradita approvazione - afferma Massimo Paramidani, responsabile del settore giovanile dell'Hockey Como - A nulla sono servite le continue telefonate del nostro presidente Ambrosoli all’Assessore allo Sport sig. Galli e al Direttore Generale di CSU rag. Benzoni per capire a che punto erano le pratiche".

Pronti a presentarsi in consiglio

Parmidani annuncia, attraverso un comunicato stampa pubblicato sul sito di Hockey Como, l'intenzione di chiedere lumi direttamente al sindaco Mario Landriscina durante il prossimo consiglio comunale: "Attendiamo l’ennesima riunione, del 22 gennaio prossimo, per decidere come proseguire. Ci sono tanti soci, genitori e bambini che desiderano incontrare il nostro Sindaco, durante una seduta del consiglio, per far comprendere meglio la nostra preoccupazione. Non è una minaccia sia chiaro - prosegue il dirigente biancoblù - ma un gesto per far capire che a soffrire, oltre alla società e alla prima squadra, sono anche i genitori degli oltre 170 bambini del nostro settore giovanile che sono costretti a guardarsi le partite fuori dallo stadio".

Torneo a rischio

"Il 22 novembre scorso abbiamo consegnato una ulteriore Relazione Tecnico Illustrativa, eseguita da un nostro socio architetto che ha riscosso, da parte delle istituzioni una gradita approvazione - prosegue Paramidani - A nulla sono servite le continue telefonate del nostro presidente Ambrosoli all’assessore allo Sport Marco Galli e al direttore Generale di CSU Marco Benzoni per capire a che punto erano le pratiche". Persistendo il divieto d'accesso, a rischio è il Torneo Gosetto, che è alla fine di marzo. "Si rischia di dover rinunciare alla festa più importante della nostra società - spiega Paramidani -. Ogni anno vengono bambini e genitori dalla Germania, dalla Francia e dalla vicina Svizzera, entusiasti di giocare il loro sport preferito sulle rive del lago di Como e ci chiedono addirittura di tenere un posto per l’anno successivo (ne sono una prova Bienne, Dubendorf e Megevè). Ad oggi non so ancora cosa rispondere ai loro responsabili. Basterebbe una firma del sindaco, come è stato fatto nel 2017, in condizioni, oggettivamente peggiori".

Spogliatoi fuori uso

Altro tema caldo, la situazione degli spogliatoi. "Quest’anno è stato un vero delirio gestire gli allenamenti e le partite con un locale in meno, chiuso per motivi a noi sconosciuti – dice Paramidani -. Grazie all’autofinanziamento di genitori e soci lo avevamo ristrutturato, sostituendo impianti sanitari, docce e riverniciatura. Spero che i lavori, che partiranno inderogabilmente ad aprile, ci restituiscano uno stadio decente e funzionale per le nostre attività. Sarebbe interessante che le società che operano nella struttura di Casate vengano almeno coinvolte per chiarire le priorità e ottimizzare gli spazi".

Danni economici

Preoccupato, anche sotto l'aspetto della gestione economica, il presidente Luca Ambrosoli. «Se la situazione dovesse proseguire in questo modo, saremo costretti purtroppo a chiedere i danni - dice -. Noi abbiamo sempre pagato l’affitto per una struttura funzionante ed agibile. I dirigenti delle squadre avversarie, con un sorriso ironico, ci fanno i complimenti perché teniamo duro nonostante le difficoltà ma, nello stesso tempo, non si capacitano di come non ci sia un colloquio fra la nostra realtà e le istituzioni. Mi chiedo se il sindaco e l’attuale comandante dei vigili del fuoco siano venuti, almeno una volta, a vedere con i loro occhi la situazione dello stadio di Casate per rendersi conto che il pubblico potrebbe entrare senza alcun problema. Che differenza c’è fra gli spettatori sulle tribune e tutte le persone che vengono giornalmente allo stadio a pattinare?".

Investimenti comunali solo per il calcio

Recentemente l'amministrazione comunale ha annunciato una serie di interventi per riqualificare e ridare dignità a una serie di strutture sportive, per lo più campi da calcio, fatta eccezione per la realizzazione del palazzetto dello sport di Muggiò. Una scelta politica che ha destato le perplessità del consigliere comunale di opposizione, Alessandro Rapinese (ex giocatore di hoackey a Como) che ha depositato un'interrogazione (ad oggi senza risposta) per chiedere "quale sia stato il percorso che ha portato l'amministrazione a ritenere opportuno investire in alcune strutture piuttosto che in altre".

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