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Inchiesta Juventus: ai domiciliari un canturino

L'uomo è stato arrestato dopo la perquisizione della sua abitazione

Il tifo juventino

Le perquisizioni di ieri hanno portato all’arresto di un uomo di 42 anni, C. F., che vive a Cantù, anche se è formalmente residente in un altro comune lariano. Sarebbe un capo della curva sud bianconera, del gruppo “Vivere ultras 1985”, già raggiunto da daspo. Secondo quanto riporta la Repubblica di Torino, per l’uomo sarebbero stati disposti gli arresti domiciliari. Secondo la magistratura, che ha condotto le indagini della Digos culminate con gli arresti di ieri, i leader dei diversi gruppi ultras ricattavano o minacciavano esponenti dello Juventus Club per avere biglietti dell’Allianz Stadium a prezzi fortemente agevolati, con cui gestire una fitta rete di bagarinaggio. Dall’operazione, chiamata dagli inquirenti Last banner, sono uscite una mole di denunce per associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata, in 6, tra cui un pregiudicato già finito in prigione per l’omicidio di un carabiniere, sono in carcere, mentre 4 ai domiciliari.
Rischia ora di saltare la partita Juventus -Verona in programma sabato. Sarà il questore torinese Giuseppe De Matteis, in accordo con i magistrati che portano avanti l’indagine, a decidere su un match che già destava preoccupazioni, a causa della violenta rivalità tra le frange più estreme delle due tifoserie.

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