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Acf Como: le ragazze del calcio battono le sarde, ma la partita è una brutta pagina dello sport femminile

Le lariane erano sull'11 a 0 quando l'arbitro ha dovuto assegnare la vittoria a tavolino

La prima squadra dell'Acf Como

Il giro unico della serie C femminile, da sempre, ha creato problemi di gestione per le società coinvolte, legati al costo dei trasporti a lunga percorrenza, alla necessità di pernottamento nella città ospite ecc., ma ieri si è andati veramente oltre.

Il campo è quello di Cantù, dove si esibisce con successo la squadra delle ragazze comasche. Le avversarie di ieri sono le sarde del Caprera e arrivano sul Lario già in 9, anziché in 11. Il codice dice che la partita si può fare e così il match inizia, ma è da subito come sparare sul pianista e i gol delle nostre giocatrici si susseguono fino all’11 a 0.

Non bastasse una partita già priva di emozioni, con un risultato scontato che non fa onore alle perdenti, ma neanche mette in luce la bravura delle atlete comasche, per la cronaca prime in classifica, in 60 minuti di gioco, le sarde, costrette a correre il doppio del normale, subiscono continui infortuni da stress e in 3 sono costrette ad abbandonare il campo. Poco dopo il 20esimo del secondo tempo, triplo fischio e tutte a casa: l’arbitro non può far altro che rispettare il codice e dare la partita a tavolino – per “soli” 3-0 – alla squadra di casa.

Ma è una vittoria senza gioia, perché le vere campionesse vogliono vincere sul campo, battagliando con una squadra quanto meno intera. E la sfida sarà di sicuro più vera domenica prossima, nel match tutto lombardo a Meda. Dove tra l’altro le ragazze del Como incontreranno la squadra ospite, il Real, che con loro condivide il primo posto in classifica.

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