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Il tappo che non si stacca? In Svizzera c'è chi si ribella

Ma in Europa sono obbligatori dallo scorso 3 luglio

In Italia la questione, piuttosto goffamente, va detto, era stata discussa dalla Lega e in particolare da Matteo Salvini, alle Europee. I tappi di plastica che non si staccano dalle bottigliette erano diventati addirittura una battaglia della recente campagna elettorale, con tanto di manifesto presto diventato un vero e proprio meme sui social.

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Ora però, oltreconfine, in Svizzera, c'è un'azienda che si è ribellata ai cosiddetti tethered caps, o tappi solidali obbligatori in Europa dallo scorso 3 luglio. Insomma, i tanto vituperati tappi che non si staccano per evitare che finiscano dispersi nell'ambiente. La Rivella, storica fabbrica ticinese, ha detto no, almeno per quanto riguarda la produzione do bibite gassate destinate al mercato interno, come noto non soggetto alle regole della Comunità Europea. Contattata dal Corriere del Ticino, l'azienda si è così giustificata: "i consumatori sono piuttosto critici nei confronti dei nuovi tappi, percepiti come fastidiosi se si beve direttamente dalla bottiglia. In Svizzera i tappi delle bevande non vengono buttati via con noncuranza. Insieme alle bottiglie vuote in PET, vengono raccolti e riciclati". 

Tuttavia, in Italia, c'è chi ne ha fatto subito un vanto, come ad esempio San Benedetto che per promuovere la sua linea di bottiglie Ecogreen ha avuto un testimone d'eccezione come Brumotti (nella foto in apertura): "La plastica è un materiale prezioso, rigenerata può dar vita a nuove bottiglie o a tanti altri oggetti, non abbandonarla nell'ambiente. ll nuovo tappo Twist&Drink è amico della natura e pratico per te. Dopo aver bevuto lo riavviti e non lo disperdi nell’ambiente, perché è legato alla bottiglia". 

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