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Giovedì, 29 Febbraio 2024
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Villa Erba, il paradiso di Luchino Visconti sul lago di Como

Un luogo ricco di fascino dove ripercorrere un pezzo di storia del cinema

Nel 1986 una villa, ricca di storia e cultura, si trasforma in uno spazio congressuale ed espositivo unico al mondo, unendo modernità e tecnologia alla bellezza di un luogo magico. La venue ideale per eventi prestigiosi e indimenticabili. Un luogo in cui ha vissuto, ispirando il suoi capolavori, anche Luchino Visconti. A Villa Erba si è svolto lo storico Rhythm of the Lake, che ha portato a Cernobbio tra gli altri Bob Dylan, il TEDxLakeComo e il Lake Como Film Festival, purtroppo cessato lo scorso anno. Villa Erba ha ospitato gli eventi delle più grandi case di moda, set cinematografici; a breve ospiterà il Lake Sound Park e poi Orticolario. Nel tempo è stata al centro di polemiche sulla sua apertura al pubblico, questione che ha poi trovato in parte un suo equilibrio proprio grazie ai numerosi eventi che ospita durante l'anno. In ogni caso Villa Erba rimane uno dei luoghi più preziosi del Lago di Como, qui abbiamo ripercorso la sua secolare storia. 

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Le origini del Monastero
Secondo alcuni autori (alcuni dei quali risalenti a metà fra 1400 e 1500, come Paolo Giovio, Vescovo di Nocera), il nome Cernobbio deriverebbe da “cenobio”, ovvero monastero. Si è quindi propensi a confermare la derivazione del nome dall’antico monastero cluniacense delle suore Benedettine dedicato a S. Maria, che si ipotizza intorno all’anno 966.

Visita pastorale di Monsignor Niguarda
Vescovo di Como dal 1589 al 1593, Mons. Niguarda lascia un’accurata descrizione della chiesa e degli edifici sacri: “il monastero delle monache che sono in numero 25 è grande ed elegante, a pian terreno ha un porticato quadrato con il refettorio, la cucina, la dispensa, al piano superiore vi sono i dormitori ben ordinati con molti letti riservati per le fanciulle ammesse per essere educate. Hanno un orto grande e la vigna estesa fino al lago; le porte del monastero sono due, una ordinaria con vicina la ruota per il passaggio degli oggetti, l’altra per carri e cavalli.

La vita nel monastero
Da una relazione del 6 giugno 1703, presentata all’allora Vescovo di Como Mons. Bonesana: “Le monache, tenuto conto anche delle converse, erano 28 e vivevano in comune. Vestivano di nero con la cocolla e i soliti veli. I redditi del monastero in fondi e denari erano L. 8.851,11; le spese annuali di L. 8.448,66. Osservano la regola di S. Benedetto - ora et labora. Ogni quindici giorni le monache, per regola, si accostavano ai Sacramenti e anche più spesso per divozione. Si alzavano dal letto al nascer dell’aurora a cantar mattutino e lodi, e ogni giorno dedicavano una mezz’ora all’orazione mentale.

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L’inventario dell’agrimensore
Conservato ancor oggi negli archivi di Villa Erba, si trova un inventario dei beni stabili stilato da Giuseppe Baietta, agrimensore approvato dalla città di Como. Ecco un estratto: “monastero, chiesa, abitazione, giardino, vigna, prato e cortili entro la clausura, tutto recinto da muri ove attualmente abitano le R.R. M.M. Benedettine del luogo di Cernobbio. Corte, torchio, case ed ortaiolo per il signor fattore, il tutto recinto da muri. Pertiche: 25,412.

Soppressione del monastero
Dopo molti secoli di attività, il monastero viene soppresso per volontà di Giuseppe II Imperatore d’Austria (vari monasteri furono chiusi in quell’epoca). Tutte le proprietà vengono acquistate dai Guaita, fabbricanti di lana, che iniziano lavori di rifacimento e trasformazione, compresa la demolizione della chiesa.

La nuova proprietà
Nel 1815, la contessa Vittoria Calderara vende Villa D’Este e successivamente, con il marito Generale Conte Domenico Pino, acquista Villa Erba. Durante la lunga permanenza in villa (vi rimase fino al 1826, anno della sua morte), il generale Pino, uomo dalle grandi virtù militari ma al tempo stesso amante dello sfarzo, apportò numerose migliorie e fece affrescare un salone con il suo stemma, visibile ancor oggi.

La famiglia CimaDai Brivio agli Erba
Il 18 novembre 1893, con rogito N° 5.100 del dottor Menchozzi in Milano, la proprietà passa ad Anna Brivio maritata Erba Luigi e poi, per successione il 31 dicembre 1922, a Erba Carla fu Luigi. Donna Carla Erba sposò Giuseppe Visconti di Modrone: di animo nobile e generoso, la nobildonna ospitò per vari anni in un appartamento ricavato dalla villa alcune suore che seguivano le fanciulle nell’arte del ricamo e del cucito. Donna Carla ama trascorrere i mesi estivi sul lago insieme ai sette figli, di cui il più noto è il regista Luchino Visconti. Alla Contessa Vittoria Pino Calderara succede nella proprietà il generale Giuseppe Cima, come si evince dal documento catastale del 1882, dove la proprietà risulta intestata a Giuseppe Cima e alla figlia nobile Vittoria Cima.

La nuova Villa Erba
Nel parco secolare che ospitava la Villa antica, nel 1903 Luigi Erba fa costruire la “nuova villa” su progetto degli architetti Savoldi e Borsani di Milano. La facciata è in stile neoclassico, all’interno un vestibolo con sfarzose decorazioni del Lorenzolli e grandi vetrate che guardano verso il lago. Poi un grande atrio con loggiato e ampie sale che ospitarono artisti illustri come Verdi, Boito, Giacosa, Lassalle.

Nasce Luchino Visconti
Luchino Visconti è figlio del duca Giuseppe Visconti di Modrone e di Carla Erba. Cresce in un ambiente agiato e culturalmente stimolate, frequentando con risultati alterni il liceo classico. Presta servizio militare come sottoufficiale di Cavalleria a Pinerolo e a soli 26 anni gestisce con successo una propria scuderia di cavalli. Da ragazzo studia il violoncello e sempre sentirà l’influenza del mondo della lirica e del melodramma.

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Luchino Visconti, padre del neorealismo italiano
Nel 1936 entra nel mondo del cinema: il realismo e il cinema degli anni Trenta contribuiranno sensibilmente alla sua visione d’artista. Nel 1942 inizia la produzione del suo primo film: Ossessione, che diverrà la pietra miliare del Neorealismo; nel 1944 viene catturato e imprigionato e si salva solo grazie all’intervento di Maria Denis presso la polizia fascista. Nel 1948 torna dietro alla macchina da presa e realizza pellicole importanti, come La terra tremaBellissima e Siamo donneSenso è il suo primo film a colori (1954) al quale seguiranno altre produzioni di rilievo. Fra le più conosciute, Le notti biancheRocco e i suoi fratelli e Boccaccio 70. Si arriva così al celeberrimo Gattopardo (1962), che riscuote un totale consenso da pubblico e critica: nelle scenografie è possibile riconoscere l’ispirazione alle stanze di Villa Erba e alle suggestive atmosfere del luogo.

Gli eredi
Alla morte di Carla Erba nel 1939, i beni passano per testamento legato al figlio Duca Guido Visconti di Modrone, che morirà in Libia nel 1942 per le ferite riportate in guerra, lasciando come eredi il fratello Conte Edoardo Visconti per la parte comprendente la villa nuova e porzione del grande parco e la sorella Donna Ida Visconti maritata Gastel per la villa antica ove sorgeva il monastero, e parte del parco.

La cessione della proprietà
Nel 1986 gli eredi Visconti (in particolare Edoardo Visconti di Modrone Erba), cedono la villa ottocentesca e parte dei terreni a una società partecipata che l’acquista con l’intento di realizzare il complesso espositivo e congressuale che conosciamo oggi.

Il progetto Mario Bellini
Il celebre architetto Mario Bellini firma il progetto del polo espositivo Le Serre, realizzato nel 1988 come una moderna serra affacciata sul parco; la struttura, tutta giocata sullo stesso livello, si stende su una superficie di 11.000 metri quadri all’interno del Parco secolare.

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