Fauna lariana

Lassù dove gli stambecchi si godono il lago di Como

Magiche visioni dal Monte Legnone

Il Monte Legnone fa bella mostra di sé da molti angoli del lago. In un certo senso domina tutto l'Alto Lario: da Menaggio a Domaso appare di fronte maestoso, ma lo si osserva benissimo tanto da Lezzeno o Bellagio quanto dalla Tremezzina. Di bella forma piramidale con linee regolari, rappresenta il poderoso pilastro d'angolo tra il bacino del Lago di Como e la Valtellina, separando quest'ultima dalla Valvarrone, solco vallivo adiacente alla Valsassina.

Pur non risultando alpinisticamente molto interessante, nemmeno nel versante nord, che pur sprofondando per quasi 2.500 metri sulla piana di Delebio manca di una vera e propria parete rocciosa, è però assai frequentato dagli escursionisti, anche perché la vetta offre in assoluto uno dei migliori panorami della Alpi Centrali, non avendo alcuna sommità di simile altitudine nelle vicinanze (ha un isolamento di 16 km) e protendendosi sul lago e sulla bassa Valtellina tanto da restare isolata rispetto alla cresta orobica di cui è parte.

Ma questa magica vetta lariana, come dimostrano le foto di Massimo Lozzi, è anche un magico luogo di visioni faunistiche. Come appunto questi bellissimi esemplari di stambecchi che sembrano godersi l'alpeggio ma anche il panorama mozzafiato offerto dal Monte Legnone.   

stambecco foto lozzi

Lo stambecco delle Alpi, anche noto come stambecco alpino o semplicemente stambecco, è una specie di capra selvatica diffusa sulle montagne dell'Arco alpino. È una specie sessualmente dimorfica: i maschi sono più grandi e presentano corna più lunghe e ricurve rispetto alle femmine. Il colore del suo mantello è tipicamente grigio brunastro. Gli stambecchi alpini tendono a vivere su terreni ripidi e accidentati vicino al limite delle nevicate. Sono animali socievoli, sebbene maschi e femmine adulti rimangono separati per la maggior parte dell'anno, riunendosi solo per accoppiarsi, raggruppandosi in quattro gruppi distinti; gruppi di maschi adulti, gruppi di femmine con cuccioli, gruppi di giovani e gruppi di sesso misto.

stambecco foto lozzi 3-2

Durante la stagione riproduttiva, i maschi combattono tra di loro per l'accesso alle femmine e usano le loro lunghe corna in comportamenti agonistici. Dopo essere stato estirpato dalla maggior parte delle aree alpine nel XIX secolo, lo stambecco delle Alpi è stato reintrodotto con successo in alcune parti del suo areale storico. Tutti gli individui viventi oggi discendono dal ceppo del Parco nazionale del Gran Paradiso, in Valle d'Aosta e in Piemonte, Italia, un parco nazionale creato appositamente per aiutare lo stambecco alpino a riprendersi e prosperare. Lo stambecco è l'emblema sia del Parco nazionale del Gran Paradiso, sia del contiguo Parco nazionale della Vanoise oltre il confine francese. La specie è attualmente elencata come a rischio minimo dalla IUCN, sebbene la popolazione totale di questa specie abbia subito un drastico collo di bottiglia, arrivando a meno di 100 individui durante il XIX secolo. Ciò ha portato a una diversità genetica molto bassa tra le varie popolazioni.

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