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Che fine ha fatto Camillo, il gatto "custode" del cimitero di San Fermo?

In paese è conosciuto da tutti, questo micione irriverente che si prende cura dei nostri defunti

Un gattone, simile al più famoso Garfield: striato, arancione e piuttosto robusto. Si chiama Camillo e, oramai da anni vive nel cimitero di San Fermo della Battaglia. A raccontarci la sua storia Marialuisa Righi, che contattiamo tramite il gruppo Facebook Sei di San Fermo della Battaglia se...

«Camillo, ci racconta Marialuisa, è apparso per la prima volta nel cimitero di S. Fermo della Battaglia nell'autunno del 2007, a quei tempi c'era una colonia felina che viveva nel parco della villa di fronte, per cui nessuno si era preoccupato di cercare un eventuale padrone: che invece c'era e abitava nella trafficata via Roma. Interpellato disse che aveva tentato tante volte di riportalo a casa, ma quello scappava per tornare al cimitero "dovrei rinchiuderlo in casa ma si arrampica sui vetri pur di uscire". Un gatto ingestibile, come lo sono in genere tutti i felini che si rispettino...

Ma passano le stagioni e Camillo è sempre lì: dorme volentieri sulla tomba di una vecchia signora ( si veda la foto) e molte persone si affezionano a questo gattone rossastro. Due donne in particolare se ne prendono cura, portandolo dal veterinario delle Asl, e quindi Camillo è vaccinato, sterilizzato e nutrito. Il carattere resta quello semi selvatico, non ama troppo farsi coccolare ma saluta tutti con miagolii e strusciate sulle gambe, scegliendo bene gli interlocutori. Ci sono bambini che vanno volentieri al cimitero solo per incontrare quello splendido animale. Anche il sindaco interpellato dalla sottoscritta ha detto che non creava nessun fastidio...Ora speriamo che torni!».

Già, speriamo che torni perchè Camillo da due settimane non si fa vedere in giro, almeno non dalle volontarie che si occupano solitamente di lui. Alcuni ragazzi della zona e altre persone tramite facebook, sotto al messaggio postato per domandare chi avesse notizie di Camillo, hanno risposto di averlo intravisto in zona. 

Camillo come tutti pensano, sarà in giro a farsi gli affari suoi, seguendo la sua natura felina indomabile. Forse non tutti sanno che i gatti, specie nell'antica grecia e nella mitologia egiziana, erano ritenuti psicopompi, ovvero figure che svolgevano la funzione di accompagnare le anime nell'aldilà, connessione tra questo e l'altro mondo. 

Il buon Camillo, quindi, non fa eccezione nel suo misterioso andirivieni, da una parte all'altra, sempre conforme alla sua natura libera. Siamo certi che il micione presto tornerà a strusciarsi sulle gambe dei visitatori del cimitero di San Fermo e che si stia occupando di tutti i nostri cari, portandogli messaggi e pensieri, facendoci da tramite. È la magia del gatto, i cui occhi sono finestre che ci permettono di vedere dentro un altro mondo.

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