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"Non sono io", l’ultimo romanzo del magistrato comasco Vittorio Nessi

Tre nuove indagini per il PM Ferretti

L'ex magistrato comasco, ora in pensione, Vittorio Nessi

È un romanzo, ma è anche una raccolta di racconti il nuovo libro di Vittorio Nessi. Il magistrato comasco, andato in pensione nel 2017, continua però a esercitare la professione attraverso il suo alter ego, il pubblico ministero Bruno Ferretti. Sono tre le avventure che l'uomo di Stato si trova a dipanare fra le strade di Torino, ma sono tutte legate fra loro ed esplicitamente consecutive cronologicamente, con il piacevole effetto che, durante la lettura, si ha la sensazione di essere immersi in un continuum e non in una narrazione frammentata, come a volte capita nelle antologie di racconti gialli.

L'ambientazione è Torino, la città dove Nessi ha per anni esercitato la professione di sostituto procuratore della Repubblica Italiana. Una Torino descritta sempre puntualmente nel romanzo, dalla quale ci si sente circondati a 360° e sembra di camminare per le vie e per le piazze di questa città che il PM Comasco ha amato e nella quale ha concluso la sua carriera, scegliendo la pensione forse anche per poter tornare a Como e riavvicinarsi alla famiglia. Eppure Torino torna nel suo immaginario e permea completamente il romanzo, probabilmente la più dirompente fra i co-protagonisti del PM Ferretti. Più delle donne (in questo romanzo una in particolare, presente e al tempo stesso assolutamente sfuggente), più dei colleghi avvocati o dei collaboratori. 

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Il valore aggiunto di questo romanzo - oltre a una trama gialla che risente dell'influsso positivo della conoscenza diretta dell'autore nelle dinamiche processuali - è l'approfondimento dei personaggi, a cui Nessi ci ha abituato, specialmente a partire dal suo lavoro precedente, Due lune sono troppe. C’è una grande attenzione per gli uomini e le donne che compongono il romanzo, magari anche solo con un ruolo a scadenza. Ma la brevità del loro passaggio nella vita di Bruno Ferretti, non impedisce all’autore di approfondirne la storia, il carattere, la complessità nelle relazioni con il mondo intorno.

In questi tre racconti, Nessi prende spunto da vicende di cronaca, fatti italiani in alcuni casi vagamente riconoscibili nel mezzo della finzione letteraria, ma che hanno sempre un'evoluzione originale, personalissima, che l'autore usa come escamotage per parlare del nostro tempo, della nostra società, e di una professione, quella di magistrato, che, fra alti e bassi nella indice di gradimento della vox populi, resta fra i ruoli cardine della nostra democrazia.

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