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Giovedì, 8 Dicembre 2022
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Porta Torre, la gloriosa storia del malandato custode della città murata

La discesa del Barbarossa e la sua alleanza con Como per combattere Milano

Tornata a far parlare di sé a causa della sua scarsa manutenzione, che ha portato alla sua recinzione la scorsa primavera, Porta Torre rimane uno dei simboli storici più importanti della città di Como. I tempi per il suo recupero, così come quello di Torre San Vitale e Torre Gattoni, appaiono ancora lunghi. Le transenne sono un vero e proprio schiaffo alla conservazione dei nostri beni culturali, soprattutto quando di parla di una costruzione che risale al 1192. 

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La struttura di Porta Torre

Uno dei più interessanti esempi, in Italia, di architettura militare di tradizione romanica. A base quadrata e alta circa 40 m, è rivolta verso Milano. L'aspetto massiccio all'esterno è controbilanciato da una facciata interna più mossa e articolata. Verso la città il paramento murario è alleggerito da quattro ordini costituiti ciascuno da due aperture ad arco a tutto sesto che corrispondono ai quattro piani interni, originariamente in legno, oggi andati distrutti. Gli otto archi sono disassati rispetto a quello, molto più grande, sito al piano terra che presenta una ghiera di conci ben squadrati, con alternanza di elementi bianchi e neri. Successiva a Porta Torre è la costruzione delle due torri di San Vitale (alta 36 m) ad est e Porta Nuova (o Torre Gattoni) ad ovest, che si presentano molto più massicce e meno curate della precedente, con aperture limitate a sole finestre con archi a tutto sesto. Le mura che partono dalla Torre Gattoni (così chiamata per ricordare il canonico Giulio Cesare Gattoni che aveva nella torre un laboratorio dove Alessandro Volta si dedicò allo studio della pila) e proseguono lungo il lato sud, sono le uniche integre e consentono di vedere ancora chiaramente la scarpa che, a tratti regolari, le rafforzava.

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Notizie storiche

All'imperatore si dovette non solo la costruzione della torre del Baradello, ma anche delle mura civiche, buona parte delle quali cinge ancora su tre lati il centro cittadino. Il perimetro originario venne tracciato all'epoca della fondazione della colonia alla metà del I secolo a.C. e poco si discosta dall'andamento attuale. Subì diversi interventi all'epoca dei Severi e, successivamente nel vi secolo (Nobile), che interessarono la Porta Pretoria (oggi Porta Torre), principale accesso alla città. Durante l'età carolingia alcune porzioni vennero rinnovate, sia per il progressivo sprofondamento nel terreno paludoso sia per l'importanza assunta da Como, nominata capoluogo di contea. Nel 1127 la città venne assediata e distrutta. Il riscatto si concretizzò pochi anni dopo quando, nel 1162, Federico Barbarossa con gli alleati comaschi mise a ferro e fuoco Milano, che non poté impedire alla rivale di ricostruire le mura. Nel 1192 era stata completata l'edificazione della grande Porta Torre.

Porta Torre - Foto di Raffaele L'Abbate

Nel Trecento Porta Torre è affianca da altre due torri pentagonali, molto più piccole, che ripetono il motivo degli archi aperti verso l'interno. Nel Cinquecento viene ulteriormente rinforzata con un baluardo semicircolare, i cui resti si intravedono nei pressi del sottopassaggio pedonale. Nel 1783 le mura furono vendute dall'Erario Militare al Comune cittadino, che a sua volta le cedette a privati. Su progetto del marchese Rovelli, il fossato che circondava le mura venne colmato e sostituito da un viale alberato, lasciando così alle mura la sola funzione di cinta daziaria. È degli anni Settanta del secolo scorso la decisione di pedonalizzare il centro storico, tutelando la conservazione di questi antichi baluardi.

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