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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
social Centro storico / Via Giuseppe Garibaldi, 51

Pizzeria Donnarumma: la napoletana più buona del centro storico provata per voi

Il vero segreto della pizza napoletana sono la passione e l'impasto

È sempre più difficile trovare una vera pizza napoletana. Tuttavia, tra le tante classiche offerte del centro storico, a Como è ancora possibile trovarne una che non solo ne ha l'aspetto ma anche tutta la cura che, dall'impasto agli ingredienti, merita il più celebre piatto partenopeo. D'altronde il titolare, che si è già fatto conoscere tra le mura di Como con la sua pizzeria da asporto Pitch Peat, è napoletano doc, per la precisione di Pompei Scavi.

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Ed è proprio nel locale di via Diaz che Agostino Donnarumma si è fatto le ossa, prima continuando con la produzione della vecchia gestione, poi con la pazza idea di consegnare la pizza napoletana a domicilio nel raggio di 10 chilometri da Como. Una novità assoluta con l'intenzione di portare a casa soprattutto "qualità", e non la solita pizza da asporto. Un'arte certificata anche dai Campionati del Mondo della Pizza, dove Donnarumma ha conquistato nelle varie edizioni a cui ha partecipato anche il secondo posto. 

pizza donnarumma

In via Garibaldi abbiamo provato la classica Margherita, proprio per testare la pizza più richiesta. Il risultato è stato davvero notevole: ingredienti, gusto e cottura sono risultati perfetti. Così come le sensazioni successive: alta digeribilità e nessuna sensazione notturna di sete. Un effetto spesso dovuto non solo all'eccessiva salatura ma anche alla lievitazione. Ed è proprio l'impasto, grazie alla sua corretta maturazione, uno dei "segreti" di Donnarumma. Inoltre tutti gli ingredienti per farcire le pizze provengono esclusivamente dal Sud Italia: dalla mozzarella Fior d'Agerola ai pomodori San Marzano. E insomma a Como ci si può sentire per un attimo davvero ai piedi del Vesuvio.

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Con il titolare ci sono due giovani pizzaioli: "Agostino mi ha insegnato innanzitutto ad essere flessibile - dice Fatma - a fare più cose contemporaneamente, a sapermi adattare in vari ruoli, a capire come dovevo trattare l'impasto. Che è una materia viva, ogni panetto ha un'anima e va trattato a modo suo: ora riesco a capire se è adatto per una focaccia, per un calzone o per la pizza". Agostino non l'ha scelta a caso: "Lei ha la passione nelle mani, senza passione non si può fare questa lavoro. E poi c'è Mimmo: "Ci siamo conosciuti a Parma quando Donnarumma è arrivato secondo al Campionato del Mondo, sono competitivo e avrei voluto vincere io. Non ce l'ho fatta ma il prossimo anno ci riproverò". 

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