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social Via Borgo Vico, 107

I migliori ristoranti provati per voi: Comi 107, le delizie gourmet di Federico e Tiani

In via Borgo Vico a Como il locale intimo di una giovane appassionata coppia

Se nei mesi scorsi vi abbiamo portato ad Appiano Gentile a Il Portico di Lopriore, a Erba alla Vineria con Cucina di Morrris, questa volta abbiamo deciso di tornare in città per dedicarci nuovamente, dopo un passaggio in oriente da Elle e Gianluca al Cafè Thai, alla cucina gourmet di una giovane coppia. Mentre il lago di Como si appresta alla nuova stagione, in via Borgo Vico a Como - uno degli angoli più animati della città con tutte le sue storiche botteghe - non ci si ferma mai. E così, se avete già gustato anche le delizie gastronomiche di Diana da Vegami, non vi resta che fare un salto da Comi 107, il ristorante di chef Federico e di sua moglie Tiani.

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Aperto nel 2019, pochi mesi prima della pandemia, periodo durante il quale anche Comi 107 ha avviato la formula take away, che ancora prosegue a pranzo, in questi pochi e difficili anni, Federico e Tiani hanno saputo creare un ambiente con una propria precisa identità. Pochi tavoli, in tutto i coperti sono 16 anche durante i mesi all'aperto, e quindi molta attenzione e intimità per i loro ospiti. A pranzo e cena è possibile ordinare sia il menù degustazione, otto portate, sia i piatti proposti alla carta. Partendo dal concetto che tutto è fatto in casa, pane e focaccia compresi, abbiamo scelto di assaggiare due originali ricette di Federico.

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Prima la lasagnetta scomposta: pasta fresca, composizione di mare, crema di pane, un piatto che ha il solo difetto di avere un nome che non gli rende abbastanza onore; poi l'ottimo trancio di dentice arrosto in acqua pazza con carciofi. Tra le due portate, Federico ha deciso di farci assaggiare anche uno dei suoi cavalli di battaglia, al momento fuori menù: i ravioli alla mouse di cavolfiori guarniti con panko e gamberetti, decisamente deliziosi. In abbinamento abbiamo bevuto il bianco Stella Flora, un blend di uve Pecorino, Passerina, Trebbiano e Malvasia di Candia, di Maria Pia Castelli, storica vignaiola naturale marchigiana.

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Alla fine, l'impressione è assolutamente positiva. Da Comi 107 si incontra una cucina che certamente non tradirà le attese di chi ama i ristoranti stellati senza però lasciarsi rapire solo dalle apparenze: sostanza, cura e passione non sono affatto elementi secondari. E questi ingredienti si ritrovano tutti nei piatti di chef Federico Comi. Una cucina d'autore, che ha già conquistato una sua fedele clientela, fatta sì di molti turisti amanti del buon cibo italiano ma anche di tanti comaschi alla ricerca di piatti che alimentano la modernità senza svilire la tradizione.

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E se proprio vogliamo trovare un elemento critico, lo abbiamo detto anche a Federico, è quello di non avere una carta dei vini coraggiosa quanto il suo menù, magari con qualche nome blasonato in meno e qualche azzardo in più per ritrovare nel bicchiere la stessa anima dei suoi piatti. Naturalmente è un parere del tutto personale, che ci sentiamo di aggiungere solo perché abbiamo capito che, anche in questo senso, Federico ha mostrato tutto la sua sensibilità. Infine, per quanto riguarda i prezzi, possiamo solo dire che sono assolutamente in linea con un locale di queste dimensioni dal sapore decisamente gourmet.   

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