Le 7 birre più buone di Como, tutte rigorosamente artigianali

A suon di pinta: ecco le migliori prodotte sul Lario e la musica da abbinare

Una birra del Birrificio Italiano

Dopo aver dedicato un articolo ai Wine Bar, ai Master Chef lariani e alle Trattorie vista lago, abbiamo deciso di selezionare alcuni dei migliori produttori lariani di birre rigorosamente artigianali. Un piccolo tour in sei tappe per testare anche in provincia di Como l'affermazione delle birre "fatte in casa", un fenomeno che sta interessando tutta l'Italia con eccellenze di assoluto rilievo. Non fa eccezione il nostro territorio che, anzi, si può dire abbia fatto scuola. Non a caso, il nostro viaggio inizia da un sogno che si è fatto realtà.

Birrificio Italiano (Lurago Marinone)
Un sogno latente, quello di Agostino Arioli, che non sapeva fare la birra ma già la desiderava. Un sogno fatto di birrerie ante litteram nate in paesi insospettabili della provincia Como, in cui nei primi anni ’80 giravano chicche - Bulldog, Martins Pale Ale, Courage Bitter, George Killian’s - che nutrivano le scorpacciate di molti giovani. L'avventura vera e propria inizia nel 1996 a Lurago Marinone (dove ancora oggi si cucinano piatti speciali) con due birre "capostipite": Tipopils e Rossoscura. Gli inizi sono duri, così come per il vino naturale, i palati non sono ancora pronti per le birre artigianali. Ma qualche tempo dopo, tramite Flavia Nasini dello storico beer shop “A tutta birra” di Milano, arriva la svolta: i contatti con Kuaska e con la birra belga, l’incontro con altri pionieri dell’artigianale (Enrico Borio, Teo Musso, Davide Sangiorgi, Guido Taraschi, Stefano Sausa. Insomma il Birrificio Italiano diventa una sorta di scuola laboratorio che contribuisce a modificare e a far crescere la cultura della "bionda senza trucco" tra i consumatori. Oggi le birre prodotte sono molte e tutte speciali, frutto di una cura maniacale per ogni passaggio produttivo. E ancora premiate da Slow food. Potete gustarle anche qui.

Una loro birra scelta da noi: Nigredo, un inno alla sperimentazione e alla trasformazione, rigorosamente con Space Oddity di David Bowie.

Luppolario (Como - Albate)

Finivano gli anni 90, e in Italia termini come "internet" o "birre artigianali" non avevano ancora alcun significato, eppure dal basso qualcosa si muoveva; come pionieri massoni, curiosi e testardi, ci si chiudeva in cantina a sperimentare il miracolo della fermentazione. Il passaparola prima, la rete dopo, iniziava a nascere il Movimento. Spuntavano i primi birrifici del territorio, il primo beershop di Como, e insieme ad esso nel 2004 nasceva l'Associazione Luppolario con lo scopo di promuovere la cultura consapevole della Birra di qualità nella provincia di Como, e oltre.  Iniziano così ad organizzare serate a tema e gite presso birrifici, portano o a Como la prima Biere Brulè, organizzano insieme ad UnionBirrai il primo corso per degustatori del territorio, nasce BeerMania, il primo software opensource per "farsi la birra in casa". Negli anni si affina la tecnica, i pentoloni lasciano il posto a piccoli ed embrionali impianti autocostruiti, fino a quando decidiano di buttarsi nella mischia e fare sul serio. Oggi, dopo anni di progetti e lavori, eccoli a quel giorno: Luppolario è tornato come produttore, conservando il nome, lo spirito, e la missione originale.

Una loro birra scelta da noi: Gaia, una bionda, allegra, spensierata e fresca come una canzone di Aladdin di Adam Green 

Bi-Du (Olgiate Comasco)
Beppe Vento appartiene a quella categoria di mastri birrai che permette all’Italia di guardare a testa alta le grandi nazioni produttrici di birra. E pensare che non molti anni fa il brew-pub Bi-du di Rodero ancora non esisteva e Beppe, invece che alle prese con malti e luppoli, ancora impegnato come programmatore informatico. La passione per la birra, la voglia e la difficoltà di trovare prodotti eccellenti, lo spinsero con un pizzico di incoscienza a comprare un impianto che Agostino Arioli del Birrificio Italiano aveva messo in vendita. Era il 2002 e completamente da solo, senza uno straccio di corso o una gavetta da homebrewer, si getta nel professionismo guidato dai consigli di alcuni amici-birrai. Nel 2007, con un piccolissimo impianto da 200 litri, ha prodotto la bellezza di 600 ettolitri, realizzando una gamma di ben quindici birre tra stagionali e fisse. E l'avventura continua con una gamma di nomi artigianali che hanno contribuito al successo di Bi-Du.

Una loro birra scelta da noi: Latitante, una bionda che ama farsi inseguire, da tenere al fresco insieme alle canzoni di At Folsom Prison di  Johnny Cash.

Doppio Malto (Erba)
Recentemente premiato da Slowfood tra i migliori birrifici d'Italia, tutto parte da qui: la fabbrica di Erba, il laboratorio creativo dei mastri birrai di grande esperienza che hanno nel sangue l’amore per la birra, il rispetto degli ingredienti, la cura dei dettagli in ogni fase del ciclo produttivo. Le loro attenzioni sono la ricetta di Doppio Malto per offrire ogni giorno una birra artigianale di altissima qualità. Oltre 70 riconoscimenti internazionali fanno di questo brirrificio erbese una delle esperienze più coinvolgenti legate alle produzioni artigianali d’Europa. Dopo una esperienza decennale ed una costante crescita qualitativa delle produzioni sotto la guida del mastro birraio Alessandro Campanini, lo scorso anno è stato avviato un nuovo progetto che sta rivoluzionando la fisionomia del birrificio. Infatti, a partire dalla nucleo produttivo di Erba, dove vengono prodotte ed affinate dieci tipologie di birra, oltre alle pluripremiate barricate, stanno nascendo (come a Casnate con Bernate) una serie di innovativi brewpub destinati a conquistare ulteriormente il mercato. 

Una loro birra scelta da noi: Bitterland, un'americana da gustare ascoltando le sfumature dei paesaggi sonori di Nebraska di Bruce Springsteen. 

I colori del gusto (Fenegrò)
L'azienda nasce nel 2015 grazie alla volontà di quattro appassionati; Filippo Bellome, Giovanni Marsan, Valerio Taborelli, Mauro Berniga, spinti da due forti amori, quello per la terra e quello per la birra. La cura di tutto il percorso produttivo volge sempre lo sguardo esclusivamente alla qualità finale del prodotto. Lo stesso avviene per la selezione delle materie prime che, coniugata alle particolari ricette create dal Mastro Birraio, si traducono in una linea di birre uniche, in grado di soddisfare i palati più esigenti. Operano rispettando la natura, senza deturpare o inquinare l'ambiente, con l'attenzione particolare che la terra merita, utilizzando i suoi frutti alla scoperta d'inebrianti essenze e coinvolgenti sapori. L'eccellenza, il buon gusto, il ben fare, il saper vivere sono valori universali che apprezziamo e che, armonicamente integrati, animano il lavoro e il prodotto dei I colori del gusto. 

Una loro birra scelta da noi: Maliziosa, la creatività e le bolle di un tripudio di note, pepata come I Love You, Honeybear Father John Misty.

Birra Vismara (Bulgarograsso)
Una birra di stile bavarese prodotta in Italia. Questa birra non è pastorizzata, non perché ciò sia proibito dalla legge di purezza, ma perché la pastorizzazione altera il sapore della birra. Prodotta secondo la ”Legge di purezza bavarese” – “Reinheitsgebot”, una norma promulgata da Guglielmo IV di Baviera nella città di Ingolstadt nel 1516 atta a regolamentare la produzione e la vendita della birra in Baviera. Si ritiene che si tratti della più antica regolamentazione nel settore igienico-alimentare ancora in uso ed impone che si possano utilizzare come ingredienti solo malto di orzo, acqua, luppolo. Attualmente è in vigore in tutta la Germania, ma nella forma leggermente modificata che permette l’uso del malto di frumento e dello zucchero di canna. Seguendo scrupolosamente questi principi e procedimenti basilari che dal 2001 si produce a Bulgarograsso la Birra Vismara caratterizzata da una gradevole nota di amaro e dal gusto unico. 

Una loro birra scelta da noi: Natur, la purezza di una bellezza naturale, assolutamento con Chelsea Girl di Nico in sottofondo.

Aqua Dulza (Tremezzo)
Aqua Dulza nasce nel 2013 come produttore di birra artigianale. Un progetto fortemente legato al suo territorio, il Lago di Como, dal quale trae ispirazione anche per il nome e gli ingredienti delle sue birre. Nel 2017 il grande passo, a Tremezzo apre Casa Aqua Dulza, un ristorante-birreria-shop concepito come luogo dinamico e di sperimentazione, giovanile ma sempre legato al passato, alla tradizione e alla qualità così come nella filosofia del marchio Aqua Dulza. Una birra artigianale fortemente legata al suo territorio di origine ai iniziare dai nomi delle tre bottiglie prodotte e dal concept grafico che evoca gli anni Trenta, quelli in cui Terragni impose il suo stile realizzando numerosi interventi anche nel comasco, dando visibilità e fama alla sua terra attarverso il Razionalismo. 

Una loro birra scelta da noi: 3Mezzina, con quel pizzico segreto di grano saraceno della Valtellina, inevitabilemente da stappare con Akuaduulza di Davide Van de Sfroos. 

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