Lunedì, 15 Luglio 2024
Letture

Fughe da fermo: tre libri da leggere nel weekend

Letture da non perdere: i nostri consigli settimanali

La magia di un libro è anche quella di accompagnarti in altri mondi, di farti entrare in empatia con i suoi protagonisti. Di prenderti per mano e riconsegnarti altrove con la sensazione di aver vissuto un'esperienza nuova da conservare nel tempo. Seppure si legga sempre meno, forse il fine settimana è il momento in cui un buon libro può ancora trovare un posto nei nostri pensieri sempre più digitali. Questa nuova rubrica, Fughe da fermo, il cui titolo si ispira a un vecchio romanzo di Edoardo Nesi, vuole essere quindi uno stimolo a ritrovare il piacere di leggere. Dunque, ogni giovedì, insieme a Martina Fasola, vi suggeriamo tre libri per il fine settimana. Buona immersione tra le pagine di queste storie.

1 . Storie di mia vita (Sellerio)

Janek Gorczyca

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Tutto comincia nell’ottobre del 1998 e prosegue fino a oggi, in bilico tra vittorie e cadute, espedienti e fatica. Una vita sempre piena di speranza, di amicizia e d’amore, ma anche di violenza e oscurità. Janek è arrivato nel 1992, poteva andare in Finlandia ma ha scelto l’Italia e non è più ripartito. Non ha mai una casa fissa, dorme tra le strade di Roma ovunque sia possibile, edifici occupati, marciapiedi davanti ai negozi, cartoni stesi in terra sotto un balcone che ripara dalla pioggia. Si può definire Janek in molti modi, barbone, clochard, homeless, senza fissa dimora, vagabondo, ma è tutto e il contrario di tutto. Parla diverse lingue, è un ottimo fabbro e il lavoro non gli manca, ha una compagna, un cane, è giunto in Italia dopo essere stato in Afghanistan, aver vis-suto la caduta dell’impero sovietico, le lotte per la nascita della nuova Polonia. Racconta ogni cosa, Janek, in una lingua non sua, nell’italiano appreso in strada e tra la gente, affinato nelle trattative quotidiane, nelle schermaglie con le forze dell’ordine, nelle discussioni con i medici degli ospedali, nelle notti passate tra amici e nemici di ogni provenienza, accanto a cittadini che lo aiutano con affetto oppure lo considerano una minaccia per il decoro delle loro esistenze. La sua è una scrittura dal ritmo unico, che quasi mai abbellisce o edulcora i fatti. Sta sempre incollata alla verità, persino quando, per il dolore o la vergogna, sarebbe meglio smettere di raccontare. Janek vive a Roma attraversandola di continuo, instancabilmente, per andare al lavoro, per assistere una persona malata, chiedere un documento in questura, risolvere una situazione inattesa. Non sempre riesce a mangiare, spesso beve, ed è quanto basta. In ogni momento può scaturire la paura del fallimento, di un vicolo cieco da cui non c’è ritorno. Quasi sempre uno scatto della volontà arriva in suo soccorso. Janek raramente ha un sentimento di delusione, di resa, di vittimismo. Lo spingono avanti la curiosità per il mondo, per gli altri esseri umani. A tratti la malinconia, l’inquietudine, sembra oscurare le sue giornate, ed emerge lo sgomento di scoprirsi capace di brutalità e di sopraffazione. «Qui lo dico chiaro, non sono un eroe, ma la vita per strada è piena di sorprese. Alla fine arriva il giorno del giudizio».

Da leggere perché: un bagno di realtà con una scrittura davvero originale

2 . Ossa nel deserto (Gli Adelphi)

Sergio González Rodríguez

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Il delitto seriale perfetto è possibile. Basta prendere una città in cui violentare, torturare e uccidere donne, preferibilmente giovani e immigrate dalle miserabili campagne circostanti. Quindi occorre assicurarsi la complicità della polizia, che si occuperà di depistare sistematicamente le indagini su alcuni presunti psicopatici. E infine bisogna muovere tutti i pezzi della scacchiera in modo tale che il governo non interferisca, e le multinazionali per cui le vittime nella maggior parte dei casi lavoravano non facciano domande. È possibile che una storia così concepita suoni troppo oliata e impeccabile per essere una finzione. E infatti è vera, fin nei minimi e raccapriccianti particolari.

Da leggere perché: un'impressionante immersione in uno dei casi psicologici più misteriosi, rivelatori e strazianti del secolo scorso.

3 . Generazione X (Accanto Edizioni)

Douglas Coupland

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Andy, Dag e Claire sono in piena crisi dei Venticinque anni. Scappano nel deserto californiano per salvarsi dalla prospettiva di una vita frustrante, di un lavoro sottopagato, alienante o distruttivo e dall’ipotesi asfissiante di creare una famigliola standard da villetta a schiera. A Palm Springs, lontani da tutti e da tutto, cercano di trovare un senso alla propria esistenza e di capire come modificarne il tragitto. Per farlo si raccontano delle storie: partono da sogni, ricordi e struggenti fantasie, usano immagini e definizioni che nessuno ha mai utilizzato prima. Come tre superstiti che analizzano i detriti della cultura occidentale americana mentre si sfalda davanti ai loro occhi, creano una nuova mitologia, personale e collettiva, in grado di contrastare il vuoto. Nessuno come Douglas Coupland ha saputo cogliere e, per molti versi, anticipare lo spirito dei tempi con tanta accuratezza, e restituirlo in maniera così lieve e creativa. Il suo esordio, Generazione X, è un romanzo inventivo e struggente, capace di oltrepassare il confine temporale della generazione a cui ha dato un nome (quella di tutti coloro che hanno avuto venti e trent’anni tra gli ’80 e i ’90) e di diventare un vero e proprio classico contemporaneo.

Da leggere perché: unico come il suo formato e la sua struttura, ricco di slogan, neologismi e vignette pop art. 

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