Pliniana, una villa da leggenda (con fantasma)

Alla scoperta di uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi del lago di Como

Villa Pliniana

Una meta praticamente obbligatoria per chiunque navighi il lago di Como. Ma è di notte, alla luce della luna, che quell'angolo del Lario che ospita la Villa Pliniana si fa davvero magico e spettrale. A causa infatti del suo isolamento e del suo aspetto severo, la villa è nota ancora oggi per essere dimora di spettri, anche perché il primo proprietario. Giovanni Anguissola, morì a sua volta assassinato dopo aver ucciso il duca di Parma. Lo stesso romanzo Malombra, di chiaro gusto decadente, rivela l'interesse di Fogazzaro per le materie occulte.

L'episodio più famoso, che arrivò a tingersi di leggenda, è però legato alla storia d'amore tra Emilio Barbiano di Belgiojoso, il principe che aveva sposato Cristina Trivulzio, e la principessa Anne-Marie Berthier (figlia del maresciallo Berthier, principe di Wagram e capo di stato maggiore di Napoleone, e della duchessa di Birkenfeld), che alla Pliniana vissero otto anni di pressoché totale isolamento. Anne-Marie, che viveva a Parigi assieme al marito, creato duca di Plaisance da Bonaparte, fuggì d'improvviso dalla capitale francese assieme al Belgiojoso, abbandonando, oltre al coniuge, una bambina appena nata, e suscitando un grande scandalo. Così, tra la fine degli anni Trenta e i primi anni Quaranta, si dedicarono unicamente al piacere, in una villa dalle «sale folte di ombra, che sembran mute camere funerarie d'un castello di sovrani spariti», immersi in un paesaggio di «sepolcrali, alti cipressi», su «un ermo dirupo fra memorie immani d'agguati e di sangue».

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Cosa si narra di loro

«Di sera, sui rintocchi della mezzanotte, erano soliti avvolgersi nudi insieme in un lenzuolo per tuffarsi dall’alto della loggia nel lago, come per cercare un lenimento alle febbre d’amore che li univa. I paesani sulla sponda opposta credettero di vedere un fantasma e si spaventarono. La ripetizione quotidiana del fatto confermò la loro credenza. Corse voce che, ogni giorno a mezzanotte precisa, un fantasma - forse quello dell’Anguissola o quello della vittima del governatore, il duca di Piacenza - piombava a capofitto nel lago.»

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La donna non si curava dello scandalo causato, e respinse i tentativi di farla tornare in Francia, mentre il principe, legato agli ambienti della cospirazione risorgimentale, declinò l'invito a tornare a occuparsi della patria. Un giorno, infine, Anne-Marie lo abbandonò mentre dormiva, per trasferirsi a Milano, dove acquisterà un palco alla Scala, riprendendo la vita mondana che già aveva caratterizzato gli anni precedenti la fuga col Belgiojoso. Questi, dal canto suo, rimase per alcuni anni recluso nella villa, finché, malato di sifilide, deciderà di trascorrere gli ultimi anni nel suo palazzo meneghino.
 

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