rotate-mobile
Venerdì, 12 Agosto 2022
social Tremezzo

Il coraggio di perdere tutto, ricordi di un lago di Como che non c'è più

La vita nei borghi della Tremezzina negli occhi di De Sfroos bambino

Forse a volte ce lo dimentichiamo: ancor prima di essere un popolare musicista, Davide Van De Sfroos è un grande poeta. Un pittore della nostra terra, in particolare della sua Tremezzina, di quei borghi mai dimenticati di un lago di Como che non c'è più. Angoli di paese, ridipinti con gli occhi di un bambino che non ha perso memoria e amore per il mondo che ha segnato la sua adolescenza, riaffiorano in tutto il loro antico splendore rurale.

Un microcosmo animato di luoghi e persone, di vita e mestieri, di tradizioni e giochi di un tempo che scorreva con un ritmo che abbiamo rimosso traditi dalla frenesia della città. E per raccontare un universo che non c'è più, ci vuole coraggio e tanta anima. Doti che certo non mancano all'artista De Sfroos ma soprattutto all'uomo Davide Bernasconi, un grande testimone della Tremezzina. Le sue parole ci mettono dinanzi a un quadro che si anima parola dopo parola. 

de sfroos-8

"Il Circolo. La magnolia. La valletta. Il pontile. La darsena dei tuffi. L’insieme dei luoghi dove abbiamo imparato a diventare grandi e a ritornare bambini, anziani e giovani, mamme e nonne, donne che lavavano i panni sulla riva. Il dopolavoro le partite a carte e bocce, il municipio le feste danzanti, i giochi sportivi, le gare di motoscafi veri e telecomandati. Cantiere Abbate e cantiere Timossi. La biblioteca. La sala degli alpini. La festa del Missoltino. Le corse a piedi e in barca. Le partite a pallavolo. La tombola. La lotteria. I canestri. La partenza della banda nelle festività. Biglie. Bici. Pattini. Automobiline. Nascondino. Guardie e ladri. I neonati. I pensionati. I primi baci. Le ultime sberle. Il centro nevralgico ed emotivo di una comunità di un piccolo grande paese del Lario. E di tutto questo rimangono i fantasmi incazzati che mi chiedono come è stato possibile…. Perdere tutto. E io con vergogna gli devo dire che non lo so. E scusarmi". 

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il coraggio di perdere tutto, ricordi di un lago di Como che non c'è più

QuiComo è in caricamento