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I borghi del lago di Como, Naggio è un gioiello da scoprire

A metà strada tra il Lario e il Ceresio

Un piccolissimo e prezioso borgo di sole 363 anime. Ci si arriva percorrendo quel tratto di strada che dal lago di Como, all'altezza di Menaggio, raggiunge il lago di Lugano. Il comune è quello di Grandola ed Uniti, di cui fa parte la frazione di Naggio. Un incantevole quadretto lariano dipinto dai suoi attivissimi abitanti, e della loro associazione Amici di Naggio. Un luogo assolutamente da visitare, magari anche in occasione della festa invernale prevista nel borgo già il prossimo sabato 21 gennaio. Oppure in occasione di una gita domenicale, perché Naggio non è solo l'antico borgo arroccato in questa bellissima valle ma anche un bellissimo luogo da dove partire per diverse escursioni nella natura.

naggio

La storia

In età comunale, la terra di Grandola aveva un'importanza strategica sul controllo dei transiti sulla via Regina tra i laghi di Como e di Lugano, come testimoniato dalla presenza, in località Codogna, dei ruderi di una torre di segnalazione. Gli Statuti di Como del 1335 citano "Grandolla" come il comune che, all'interno della pieve di Menaggio, era incaricato della manutenzione del tratto di via Regina tra il campo di "Pozollo" e il ponte "de Chollio".

Ai tempi del Ducato di Milano, nel 1751 il comune non risulta più infeudato, pur dovendo tuttavia effettuare per la sua redenzione un pagamento in denaro ogni 15 anni. Nello stesso anno, il comune risulta esser già composto da cinque delle sei frazioni che oggi formano il territorio di Grandola ed Uniti: Naggio, Velzo, Codogna, Cardano e Gonte.

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Con Napoleone Bonaparte, una legge del 2 ottobre 1798 della Repubblica Cisalpina decretò lo scorporamento, dal comune di Grandola ed Uniti, della terra di Naggio, che andò a formare un comune a sé stante. L'autonomia di Naggio non durò tuttavia a lungo, in quanto nel 1805 la località è nuovamente attestata come frazione di Grandola (anche se è probabile che il nuovo accorpamento fosse avvenuto già nel 1801.

Quando poi Napoleone dispose di un intervento di concentrazione dei comuni più piccoli del Regno d'Italia, nel 1812 il territorio di comune di Grandola venne a comprendere anche le terre di Bene e di Grona. Se, in un primo tempo, la decisione fu abrogata con il ritorno degli austro-ungarici in seguito alla caduta di Napoleone e la conseguente compartimentazione territoriale del Regno lombardo-veneto, Bene Lario, Grandola e Grona furono nuovamente riuniti sotto un unico comune nel 1927. Nel 1950 Bene Lario fu definitivamente scorporato da Grandola ed Uniti, andando a formare un comune a sé stante.

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Chiesa di Sant'Antonio Abate

Nella frazione di Naggio, la più alta, vi è la parrocchiale di sant'Antonio Abate. La chiesa, che deve il suo aspetto attuale ad alcuni interventi architettonici risalenti al XVII secolo è citata negli atti relativi alla visita pastorale compiuta dal vescovo Filippo Archinti nella pieve di Menaggio nel 1599, quando la chiesa di Sant'Antonio di Naggio risultava essere alle dipendenze della parrocchia di Grandola[14]. Al suo interno, si conservano i resti di aluni affreschi databili alla fine del Trecento, oltre a un trittico con San Sebastiano e San Rocco realizzato da Giovan Antonio de Rubeis nel 1490. A Naggio si trova anche la Chiesa della Beata Vergine Addolorata, attestata nel 1788 e la cappella di San Rocco del 1855. 

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