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Sindrome rancorosa del beneficato: fai del bene e ricevi in cambio astio e rabbia

Le tipologia di ingrati che maturano sentimenti negativi verso i loro benefattori

Invidia (repertorio da Today.it/Pixabay)

Vi è mai capitato di aiutare qualcuno, senza farglielo pesare e ricevere in cambio rancore e ingratitudine? Un piccolo prestito oppure un favore banale, cose che dovrebbero essere alla base di un sentimento reciproco di amicizia e gesti su cui dovrebbero essere basati i rapporti umani ma che alla fine si "ritorcono" contro chi ha avuto la generosità di compierli. 

L'amico o la persona che ha ricevuto un'azione benevola da parte nostra potrebbe addiruttura cominciare a covare un profondo rancore. Questa avversione verso chi ha fatto del bene da parte di chi lo ha ricevuto in psicologia ha un nome, si chiama sindrome rancorosa del beneficato. 

L'invidia è intesa come un "debito di riconoscenza" che non riesce ad essere rielaborato, come se ricevere fosse un peso di cui addirittura si sente il bisogno di liberarsi. Non sempre alla base di questo atteggiamento c'è cattiveria, più facilmente si tratta del non voler ammettere a se stessi di non essere riusciti a fare una cosa senza aiuto o la paura di "sentirsi inferiore". È un tema trattato anche sul sito della Polizia di Stato (qui l'approfondimento)

L'incapacità di sostenere il peso della riconoscenza

Il rancoroso, nonostante in cuor suo sappia perfettamente di aver ricevuto del bene non riesce quindi a sostenere il peso del debito di riconoscenza verso il benefattore. L'incapacità di elaborare questo sentimento fa sì che la prima reazione sia quella di allontanare, dimenticare e a volte anche diffamare chi ha prestato aiuto. 

Da qui la sindrome rancorosa del beneficato da cui i  diversi tipi di reazione negativi che possono insorgere:

1) Il beneficato vendicativo. Dopo aver ricevuto il vostro aiuto vi tratterà come se foste il suo peggior nemico. Tenterà in tutti i modi di sminuire ciò che avete fatti per lui. La sua frae tipica: "Io non gli ho chiesto nulla. Se doveva farmela pesare era molto meglio che non lo facesse"

2) Il beneficato opportunista. Sembra essere molto grato all'inizio, almeno finchè non avrà ottenuto tutto ciò di cui aveva bisogno, dopo di che ci sarò il cambio repentino. La strategia è diversa dal beneficato vendicativo, l'"opportunista" vi farà percepire e credere che non abbiate fatto abbastanza per lui. Coclusione? Vi farà venire grandi sensi di colpa, anche se siete stati voi a fare favori o ad aiutare lui.

3) Il beneficato furbo. La sua "strategia" è semplice ed efficace: chiede favori (o prestiti) anche grossi con una disinvolta leggerezza. Frase tipica: "Cosa vuoi che siano 1000 euro!!". Di solito questo tipo di persona è un manipolatore e non solo non proverà gratitudine ma tenterà di sminuirvi. 

La sindrome rancorosa del beneficato è stata trattata approfonditamente in una sua pubblicazione (Ingrati, Mondadori (riedizione negli Oscar Mondadori 2012) dalla psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi (anche menbro del Comitato ONU sui diritti del fanciullo e con all'attivo oltre 100 libri di tipo scientifico e divulgativo).

Adesso che possiamo dare un nome a questa comunissima reazione e sappiamo che non solo è possibile ma è molto probabile che saranno proprio le persone a cui abbiamo fatto del bene a "voltarci la faccia" non significa che bisogna smettere di essere generosi e buoni. Ma, come spesso si dice, imparare a fare del bene senza aspettarsi nulla in cambio e trovando in noi la motivazione per essere superiori a certe dinamiche che sebbene dolorose fanno parte dell'animo umano. 

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