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Le 10 migliori gite al Lago di Como e dintorni

Le leggende e la bellezza del Lario, panorami mozzafiato da riscoprire in primavera

Alpe Grande (foto m/p)

Insieme ai magnifici 10 borghi del lago di Como, ecco anche qualche suggerimento per affrontare questa stagione all'insegna della bellezza. Una piccola guida per trascorrere questi giorni di primavera all'aria aperta senza più restrizioni alle gite fuori città. Così, inseguendo il sapore delle leggende, dell'arte e della magia del Lario, ecco dieci idee per escursioni e passeggate alla portata di tutti in alcune delle nostre più suggestive location con vista mozzafiato.

1 - Conca di Crezzo

Appena si arriva alla Conca di Crezzo, dove incontriamo l'omnimo laghetto, sembra di entrare in un altro mondo. Da questo piccolo paradiso della natura si può affrontare la salita alla cima tondeggiante del Monte Megna, che domina la Valassina, mentre una deviazione nella parte iniziale porta all’ Alpe di Monte, altro punto spettacolare da cui si domina il lago di Como sia verso la punta di Bellagio sia verso il ramo lecchese. Il laghetto di Crezzo è un piccolo ambiente umido ancora ben conservato, in un contesto paesaggistico molto suggestivo, circondato dal verde delle montagne, con una vista spettacolare sull’imponente massiccio delle Grigne e sul sottostante lago di Como. Questo specchio d’acqua, di origine intermorenica, è inserito in una coltre di materiale depositato dal ghiacciaio proveniente dal ramo di Lecco durante il suo ultimo ritiro. Ha una superficie media di circa 10.600 m2 ed una profondità massima compresa tra 1,60 e 2,50m; questi dati però sono estremamente variabili in relazione alle precipitazioni. Continua.

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2 - Isola Comacina

Forse quello dove sorge l'Isola Comacina è uno degli angoli più belli del Lago di Como. Un gioiello delle Tremezzina, piccolo paradiso per chiunque ami solcare il Lario in barca. Un incanto che non smette di attirare attenzione su di sè, proprio lì dove l'acqua del lago si fa ancora più dolce. Un fascino intatto, seppure quest'isola meriterebbe ancora più cura, ad inizare dai pontili dove si attracca. Appena si sbarca, forse complice la pandemia, oggi si è infatti pervasi da un senso di abbandono, non solo per la Locanda chiusa. Anche la bellissime case degli artisti sembrano svuotate dallo spirito con cui sono nate e lassù in cima, dove sorge la chiesa il silenzio è quasi spettrale. Ma godersi l'isola in queste condizioni, senza l'assalto dei turisti, ha ovviamente un fascino incredibile. La sua storia è millenaria e forse in pochi la conoscono davvero. Continua.

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3 - Da Rovenna a Carate

Se avete buone gambe, non c'è confine che tenga. E arrivare ad esempio a Rovenna a piedi da Como non è certo impossibile. E sappiamo bene quanto le passeggiate il nostro lago di Como siano stati un'ancora di salvezza in questi giorni legati. E proprio da Rovenna parte un lungo percorso accessibile a tutti che arriva fino a Carate Urio attraversando Moltrasio da dove si gode una vista incredibile del Lario. Ma non solo, perché lungo questo agevole sentiero che corre dritto vi sono molti punti interessanti da osservare come puntalmente riporta segnalato dai cartelli di "Moltrasio, Storia d'acqua e di pietra".  Vediamoli insieme. Continua

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4 - Castel Baradello

Forse non tutti lo sanno ma la cripta del maniero del Castel Baradello fu adibita a stanza delle torture, specialmente per coloro che erano accusati di stregoneria. In particolare, la Torre del Baradello è legata alle vicende del suo illustre prigioniero Napoleone Torriani. Si narra che nel 1277, durante la battaglia di Desio tra Torriani e Visconti, i primi vengono sconfitti e il comandante condottiero Napo Torriani, venne imprigionato ed appeso in una gabbia esposta a tutte le intemperie. Dopo 18 mesi di prigionia, Napoleone della Torre morì di stenti il 16 agosto del1278, anche se alcuni storici narrano che si tolse la vita fracassandosi la testa contro le sbarre. La leggenda vuole poi che il suo fantasma si aggiri ancora agonizzante tra le mura della torre. Napoleone della Torre fu il più potente esponente della nobile Casata guelfa dei Della Torre. soprannominati anche Torriani. Continua

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5 - Bolla del Monte Crocione

All'improvviso, dopo un'altra curva in salita, sembra di sbucare in una foto d'altri tempi, in una bolla di mondo non consumata dalla frenesia del progresso. Eppure negli anni '80 quella del Monte Crocione, in Val d'Intelvi, era una delle mete sciistiche più amate dai comaschi insieme alla Sighignola. Di quel tempo, segno di una stagione a colori che abbiamo quasi dimenticato, oggi rimangono solo i resti delle strutture del vecchio impianto di risalita. La vita ora è scandita dal silenzioso lavoro di una vecchia fattoria dove si allevano capre e galline, dall'abbaiare di una cane pastore, che abbaia al nostro arrivo più per dovere che per necessità. E' un  luogo così lontano dalla narrazione quotidiana della città, da apparire quasi immune alla pandemia. E' un po' come se avesse in copro anticorpi naturali più efficaci di ogni vaccino. Continua

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6 - Antica Strada Regia (Lezzeno)

L'antico sentiero della Via Regia collegava Como a Bellagio attraversando i paesi affacciati sulla riva destra del ramo occidentale del lago di Como: quello che dalla città arriva sino a Bellagio. Secondo alcuni storici il sentiero fu percorso nel 1095 da Papa Urbano II, diretto al concilio di Clermont Ferrand per sostenere la Prima Crociata. I primi documenti ufficiali che menzionano la Strada Regia sono del XVI secolo, nel 1721 una mappa del tracciato venne inserita nel Catasto Teresiano (Ducato di Milano) voluto da Carlo VI d'Asburgo. Agli inizi del XX secolo con la costruzione della Strada Provinciale 583, che in molti tratti ricalcava l'antico cammino, la Strada Regia cadde in disuso e per gli spostamenti su queste vie iniziò l'era dei veicoli a motore. Noi abbiamo percorso una parte dell'ultimo tratto, quello che salendo dall'abitato di Lezzeno arriva fino al Ponte del Diavolo. Una camminata che non presenta particolari difficoltà, quindi adatta a tutti in qualsiasi periodo dell'anno. Dopo aver attraversato alcuni angoli caratteristici dell'abitato, si inizia a salire fino a dominare il Lago di Como e tutta la Tremezzina. Continua.

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7 - Chiesa San Vittore (Brienno)

Dopo aver dedicato un articolo all'antico borgo di Brienno e all'adiacente Chiesa dell'Immacolata che trovate anche qui sotto, vi proponiamo un altro gioiello che si incontra poco prima di entrare in questo paese della riva occidentale del Lario, geloso custode dei suoi tanti tesori. Percorrendo in auto la statale Regina Nuova in direzione Menaggio è possibile scorgere a lago solo una porzione del suo esile e antico campanile. Essendo adiacente ad un tratto di strada dove non è agevole fermarsi, arrivando da Como c'e solo una piccola area di sosta sulla destra pochi metri prima della scaletta che conduce all'edificio, è probabile che la Chiesa di San Vittore sia sfuggita anche agli occhi più attenti. Continua.

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8 - Cascata del Pizzallo (Moltrasio)

Percorrendo la statale 340 Regina del Lago di Como è impossibile non notare all’altezza di Moltrasio una cascata che fa bella mostra di sé a sinistra della strada, proprio nei pressi di un viadotto. Si tratta della Cascata del Pizzallo. Per poterla ammirare più da vicino bisogna lasciare l’auto nei pressi di piazza San Martino, dove si trova la chiesa principale del paese (non lontano dal Municipio). Dopo aver ammirato lo stupendo panorama sul lago ci mettiamo in marcia. Bastano pochi minuti di cammino: si sale verso Piazza Umberto I, da cui si seguono le indicazioni per “Monte di Liscione – Rifugio Bugone – Rifugio Murelli”. Si passa sotto il ponte della ss340 e poco più avanti sulla sinistra ecco apparire la cascata. La portata del salto d’acqua varia da stagione a stagione, e può risultare molto esile nei periodi di scarse precipitazioni. Ma in ogni caso lo spettacolo dell’acqua che si fa strada attraverso la roccia è sempre un belvedere, così come la vista alle nostre spalle verso il borgo e il lago. Continua

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9 - Castello di Rezzonico

Non meno interessanti sono gli ormai rari castelli del lago di Como ancora conservati in buono stato che si affacciano sul Lario. Un esempio splendente è quello del Castello di Rezzonico. Costruito nel Trecento (1363) dai conti Della Torre, il castello di Rezzonico è un castello recinto, simile per tipologia al castello di Corenno Plinio nel comune di Dervio. Il castello occupava infatti un’area di circa duemila metri quadrati e dentro le sue mura vi erano le abitazioni e la torre principale. Non si trattava di un castello principesco, ma più semplicemente di un’importante opera di fortificazione. Si dice che il castello sia stato costruito sopra su una precedente fortificazione, di cui oggigiorno resta traccia nelle due porte di accesso al centro abitato. La famiglia Della Torre, proprietaria del castello, è una famiglia con una lunga dinastia, suddivisa in più rami; tra questi il ramo di Venezia dove si ricorda la figura di Papa Giovanni XIII, anche conosciuto come Papa Rezzonico, e il ramo di Como con figure di capitani e letterati, tra i quali emerge il poeta dialettale Giovanni Rezzonico. Continua.

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10 - Vergine del Moletto

Sono davvero molti i tesori nascosti o meno noti del Lago di Como. Dopo quelli di Pognana, dalla cui chiese si gode di un panorama mozzafiato, vi proproniamo un altro piccolo gioiello.Partendo da Como, si può salire verso Canzo e Asso per poi scendere a Valbrona e arrivare lungo il tratto lecchese del Lario dove si distende Oliveto Lario, il Comune che unisce Onno, Vassena e Limonta. All'interno di questo piccolo paese sulla strada che porta a Bellagio, c'è una piccola stradina, la si percorre solo a piedi, che conduce sino alla chiesetta della Beata Vergine Annunciata del Moletto. Non occorre nemmeno credere in Dio per essere avvolti dal suo fascino, per arrendersi al suo richiamo spirituale. Continua.

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