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Congedo mestruale, la proposta di un professore del Liceo Ciceri: 2 giorni al mese a casa da scuola

Vittorio Mottola, docente di Scienze motorie, invita i ragazzi a discuterne nel comitato studentesco

Due giorni a casa da scuola per le ragazze con le mestruzioni, a patto, però, che abbiano il certificato del medico che attesti l'impossibilità o il grave disagio a partecipare alle lezioni scolastiche a causa della forte dismenorrea. I due giorni non devono essere conteggiati nel 25% delle assenze che impediscono il passaggio alla classe successiva.

A lanciare la proposta, auspicando che il dibattito possa andare oltre all'ambiente scolastico in cui lavora, è il professore Vittorio Mottola, insegnate di Scienze motorie del Liceo Teresa Ciceri e volto noto in città per l'impegno politico e civile (è stato consigliere comunale).

A pochi anni dalla pensione Mottola ha deciso di impegnarsi in questa battaglia che lui ritiene essere "di civiltà". "Negli anni d'insegnamento - ha spiegato a QuiComo - ho avuto tante studentesse che arrivavano a scuola con la giustificazione perché indisposte a causa del ciclo. Prendendo spunto da quanto già applicato in Spagna ho pensato di suggerire ai ragazzi di discuterne nel comitato studentesco per poi, eventualmente, avanzare una proposta al preside. Secondo me - ha tenuto sottolineare Mottola - si tratterebbe di un passo avanti della nostra società, un atto di civiltà". Mottola ha tenuto inoltre a specificare che "i due giorni a casa non devono fare cumulo per il raggiungimento del 25% di assenze ostativo al passaggio alla classe successiva. Il congedo per malattia, però, deve essere concesso su presentazione di un certifiicato medico che attesti i gravi disagi vissuti dalla studentessa durante il ciclo mestruale".

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