Sanità comasca, la visita dell'assessore regionale: "Con me non chiuderà nessun ospedale"

“Non posso che ribadire l’eccellenza della sanità lombarda e constatare che ogni volta che entro in un ospedale lombardo trovo un ambiente accogliente che mette subito a proprio agio il paziente”. È stata questo in estrema sintesi il...

 

“Non posso che ribadire l’eccellenza della sanità lombarda e constatare che ogni volta che entro in un ospedale lombardo trovo un ambiente accogliente che mette subito a proprio agio il paziente”. È stata questo in estrema sintesi il commento dell’assessore alla Sanità di Regione Lombardia, Mario Mantovani, che questa mattina insieme al consigliere regionale Alessandro Fermi (FI) ha fatto vista a due ospedali comaschi: l’ospedale Erba-Renaldi di Menaggio e l’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia.

Nella prima visita all’ospedale di Menaggio l’assessore ha potuto assistere all’inaugurazione della nuova risonanza magnetica che valorizza ancor di più questo presidio ospedaliero e dal primo marzo ci sarà il primo paziente che potrà usufruire di questo macchinario. Si tratta per la precisione di una risonanza aperta per i bambini, per chi soffre di claustrofobia o di gravi disabilità. “L’ospedale di Menaggio è una piccola ma eccellente realtà – ha dichiarato Mantovani – Finché ci sarò io di ospedali in Lombardia non ne chiuderò nemmeno uno”.

In tarda mattinata Mantovani ha proseguito con la visita all’ospedale Sant’Anna dove è stata inaugurata la riabilitazione neurologica. Il reparto, guidato dal primario Enrico Antonio Tallarita, è stato aperto il primo dicembre del 2014 e dispone ora di 30 letti a cui si aggiungono altri 10 letti per pazienti subacuti. In questo reparto vengono accolti i pazienti provenienti dall’area dell’emergenza-urgenza e da reparti per acuti con esiti di coma, trauma cranico-encefalico, grave emorragia cerebrale, ictus, portatori di tetraparesi paraparesi. Dal primo dicembre a oggi sono stati circa 130 i pazienti ricoverati nella riabilitazione e nel settore subacuti.

I 30 posti letto fanno parte dei 100 complessivamente messi a disposizione del dipartimento di Riabilitazione, attribuiti all’ospedale di Mariano ma rimasti “congelati” perché collocati nell’edificio B, il padiglione attualmente chiuso perché inagibile.

Grazie all’apertura di questo reparto si potrà arrivare a una riduzione della degenza media e a un aumento del turn over nelle unità operative per acutive nelle aree di emergenza.

I pazienti in cura nel reparto di Riabilitazione possono seguire tutte le fasi del loro percorso riabilitativo personalizzato in un setting appropriato con standard di efficienza ed efficacia elevati.

“Questo reparto è una sperimentazione importante per Regione Lombardia che consente di accompagnare il paziente da una fase acuta a una di riabilitazione”.

Mantovani ha infine fatto visita alla palestra dove vengono eseguite le cure per il percorso di riabilitazione.

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