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Quando lo sport non conosce limiti: il Calcio Como "acquista" nove piccoli campioni

Lo sport non conosce limiti, e questa ne è la dimostrazione: una squadra di calcio composta da bambini affetti da disabilità intellettiva e relazionale. A tesserare questi piccoli campioni di vita è stata la società Calcio Como grazie al progetto...

Lo sport non conosce limiti, e questa ne è la dimostrazione: una squadra di calcio composta da bambini affetti da disabilità intellettiva e relazionale. A tesserare questi piccoli campioni di vita è stata la società Calcio Como grazie al progetto ideato e realizzato insieme all'Asst Lariana, alla Fondazione Somaschi e alla Fondazione Provinciale della Comunità Comasca. Questo pomeriggio allo stadio Sinigaglia di Como l'allenatore Fabio Gallo e i giocatori della prima squadra hanno consegnato borsa e gagliardetto a ciascuno dei bambini. La divisa vera e propria sarà consegnata tra pochi giorni.

Il progetto punta a incentivare l'inclusione sociale dei bambini che a causa di particolari disturbi cognitivi rischiano spesso di non socializzare con i loro coetanei. "Abbiamo aderito come Neuropsichiatria a questo progetto - ha spiegato la dottoressa Nadia Feteita della Struttura Semplice DSA (Disturbi specifici dell'apprendimento) - perché crediamo nell'efficacia e nel potere riabilitativo come ormai già facciamo nella nostra Uonpia da alcuni anni con i nostri pazienti con disabilità intellettiva e disturbo autistico. Abbiamo raccolto questa sfida per portare i nostri pazienti a vivere un'esperienza sportiva vera in un contesto sportivo vero con tutte le attenzioni e gli stimoli adeguati alle loro difficoltà nell'auspicio che ciò contribuisca al loro percorso di crescita soprattutto nella relazione e comunicazione con i pari per un obiettivo condiviso e comune. Credioamo che ciò aiuti le famiglie a individuare ancora di più le potenzialità dei loro figli".

Alla presentazione della nuova squadra c'erano anche Samuele Robbioni, responsabile della formazione psicoeducativa del Calcio Como che ha fatto gli onori di casa, Caludio Cetti, direttore del Dipartimento di Salute Mentakle e la Isabella Cardani, la dottoressa Nadia Fteita, Saverio Meroni, direttore della Comunità Educativa Annunciata, e Giorgio Torres della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca.

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