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"Non buttare il tuo osso: mettilo in banca per aiutare chi ne ha bisogno"

Non buttare il tuo osso, donalo! È questa l’importante campagna sulla donazione di tessuto muscolo-scheletrico promossa dall’azienda ospedaliera Sant’Anna di San Fermo della Battaglia e dal Coordinamento locale prelievi e trapianti di organi e...

Non buttare il tuo osso, donalo! È questa l’importante campagna sulla donazione di tessuto muscolo-scheletrico promossa dall’azienda ospedaliera Sant’Anna di San Fermo della Battaglia e dal Coordinamento locale prelievi e trapianti di organi e tessuti.

L’importante iniziativa è stata illustrata questa mattina all’ospedale Sant’Anna alla presenza del direttore sanitario Giuseppe Brazzoli, della responsabile del Coordinamento locale prelievi e trapianti di organi e tessuti Mariangela Ferradini, del primario di Ortopedia e Traumatologia Vincenzo Zottola e dalla responsabile della Banca regionale dell’osso dell’ospedale Gaetano Pini Mariastella Farè oltre a una rappresentanza del gruppo di lavoro aziendale che si è occupato della tematica. Durante la mattinata è stata sottolineata l’importanza della donazione di tessuti ossei da pazienti viventi che subiscono un’operazione chirurgica con la quale gli viene asportata una parte dell’osso. “L’osso più utilizzato è sicuramente la testa del femore – ha spiegato Zottola – che serve per supplire alle perdite di sostanza ossea in reimpianti protesici, chirurgia vertebrale, sintesi di fratture ed è indispensabile nella chirurgia conservativa dei tumori ossei. Con il tempo l’osso del donatore si integra con quello del ricevente”.

La scelta di donare l’osso è assolutamente libera: “Le difficoltà nel trovare pazienti idonei sono tante – spiega la dottoressa Ferradini – normalmente il 50% dell’osso donato viene in realtà eliminato perché non compatibile”. Si è stimato che per circa un milione di abitanti servirebbero 300 donazioni di osso che servirebbero a migliorare drasticamente la qualità delle persone riceventi. Il ricevente non riceverà però mai informazioni sul donatore (e viceversa) ma saprà semplicemente che l’osso che ha ricevuto gli è stato donato.

“Si tratta di un lavoro di etica e cultura della donazione – ha sottolineato Brazzoli – nel nostro paese la normativa in fatto a donazione è ancora complicata ma non va dimenticato che la donazione del tessuto osseo costituisce un atto di grande solidarietà”. Come donare Durante la vista con il medico ortopedico il donatore dovrà rispondere a un questionario contente una serie di domande riguardanti la propria storia sanitaria, abitudini e stili di vita proprio per tutelare il paziente ricevente. Dopodiché il donatore può firmare il consenso per la donazione. Se il donatore risulterà idoneo durante l’intervento chirurgico la testa di femore asportata e donata viene inviata alla Banca Regionale del Tessuto Muscolare Scheletrico che ha sede presso l’ospedale Gaetano Pini di Milano dove verranno effettuati tutti i controlli per accertare l’idoneità.

La banca conserverà il tessuto donato in attesa di essere trapiantato.

“Quello che potrebbe ulteriormente servire è la donazione a cuore fermo multitessuto da cadavere – ha spiegato la responsabile della banca dell’osso – Non è però facile convincere le famiglie ad autorizzare la donazione dei tessuti”.

Per questo è estremamente importante una campagna di sensibilizzazione per diffondere la conoscenza dell’opportunità di donare l’osso una volta divenuto inutilizzabile.

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